La ragazza di vicolo Pandolfini

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di Lorenza Tabbia

Una vita di lotta. Una vita di ingiustizie. Una vita contro la mafia. È così che Nando dalla Chiesa apre il suo intervento al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. Tuttavia, accanto al racconto dell’impegno civile e della battaglia contro la criminalità organizzata, emerge anche una dimensione più intima: il ricordo della moglie Emilia Cestelli, protagonista del suo ultimo libro La ragazza di vicolo Pandolfini.

Emilia muore il 16 maggio 2021 a Milano e, dopo un periodo di profondo dolore, Della Chiesa decide di dedicare due capitoli alla passione della moglie per la scrittura. Su spinta dei membri del Festival della saggistica di Fano, a cui lui partecipava come organizzatore, sceglie di tornare su quel materiale e di raccontare Emilia. La donna, infatti, amava il Festival e, mentre il marito si occupava della parte organizzativa, lei si intratteneva a parlare con le persone e a scoprire nuove storie. Una sera, amici e parenti assistono a un suo intervento in cui Della Chiesa racconta Emilia attraverso i temi del Festival: l’infinito e il provvisorio. Da quell’occasione nasce un piccolo libretto dedicato alla moglie, che diventa il punto di partenza per un progetto più ampio. Tornato a casa, ritrova un vecchio computer e alcuni scritti dimenticati, tra cui una storia legata alla passione di Emilia per un pesce rosso avuto anni prima. A partire da quel materiale inizia a scrivere il libro, senza un indice prestabilito. Col tempo aggiunge altri capitoli: alcuni suggeriti dagli amici sul suo ruolo sociale, altri indicati dalla casa editrice sul tema dell’amore e altri ancora dai figli, legati alla loro storia da giovani. Il titolo scelto è La ragazza di vicolo Pandolfini, dal luogo che fa da sfondo alla loro vicenda. Vicolo Pandolfini è un vicolo senza numeri civici, nascosto dietro una delle arterie principali di Palermo, ricco di edifici e profumi. Poco frequentato e attraversato da gelsomini in fiore, diventa per i due un rifugio segreto e sicuro. Le loro vite sono molto diverse. Emilia proviene da una famiglia benestante e vive un’infanzia e un’adolescenza felici, prima di essere catapultata in un mondo completamente nuovo quando incontra Nando dalla Chiesa. Lui è figlio di un colonnello della polizia impegnato nella lotta alla mafia e vive con la scorta nel periodo del terrorismo. Emilia, però, non arretra di fronte a questa realtà: resta accanto a lui, senza paura e senza mai tirarsi indietro.

La conferenza si è conclusa con il ricordo più vivido di Emilia: una donna allegra, capace di trasmettere simpatia, amore per i bambini e leggerezza anche nei momenti più difficili, qualità che ancora oggi restano impresse nella memoria di chi l’ha conosciuta.

Lorenza Tabbia



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