Quando la narrativa dà fastidio

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Due donne considerate “outsider” che hanno sentito il bisogno di farsi ascoltare. Due libri completamente diversi ma, al contempo, uguali, che trasmettono i sussurri di molte donne invisibili.

Il 15 maggio Il Salice ha avuto l’occasione di visitare nuovamente il Salone del Libro e assistere alla presentazione di due libri unici nel loro genere che, per una volta, non sottostanno alle aspettative e alle pressioni della società. Si tratta di Sugo di Elisa Campaci e Il respiro del delfino di AN15 (Anna Laugelli). Entrambi i libri sono stati scritti da donne indipendenti che hanno scelto di sottrarsi agli stereotipi e ai doveri tipicamente attribuiti alle donne. La Dalia Edizioni, piccola realtà indipendente alla ricerca di voci alternative e con l’obiettivo di non assecondare i gusti dominanti dei lettori, ha pubblicato entrambi i romanzi proprio il 15 maggio.

Elisa ha deciso di scrivere Sugo non solo per sé stessa, ma per far sentire la voce di tante altre ragazze oppresse e perennemente screditate dalla società, entrando nella loro quotidianità e mostrando al mondo le avversità delle loro vite. Cerca di scardinare le vergogne riversate addosso alle donne, colpevolizzate per il loro corpo, sempre troppo magro o troppo grasso. Elisa ha deciso di dire basta e di accettarsi per com’è: «Non sono infallibile… ma non mi dispiaccio più». Parla finalmente e senza censure di ciò che viene spesso nascosto agli occhi del mondo, nonostante il profondo dolore celato dietro la verità. Dopo lungo tempo: «La mia voce prende spazio, è nell’aria», Elisa non si nasconde più.

Parallelamente, dietro la figura dell’autrice de Il respiro del delfino troviamo AN15, DJ milanese e nome d’arte di Anna Laugelli, la quale ha deciso di svincolarsi anche dal proprio nome di battesimo. L’incipit è particolare: descrive dettagliatamente la morte del bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious, come lei se la immagina. Si tratta di una versione urbana di Hansel, che rappresenta la parte privilegiata della città, e Gretel – entrambi però oppressi da grandi difficoltà. AN15 svela per la prima volta il mistero dietro il titolo. Infatti, in una delle prime scene, il protagonista Gretel, per placare un attacco di panico, fa partire la musica sul cellulare e, appoggiandolo sul petto, la sincronizza ai battiti del cuore. «La paura d’infartare diminuisce, la respirazione è calma; l’unica domanda è: se fossi un delfino?». AN15 ci racconta che il respiro del delfino è un processo volontario, a differenza del nostro, per sottolineare che corpo e mente sono indissolubilmente connessi.

Il tema che lega i due libri, oltre a quello della libertà del corpo, è quello della sincerità e dell’allontanamento dalla grande illusione dei social. Il grande sogno è finito: gli eroi non esistono più. I protagonisti di questi libri seguono esclusivamente i loro antieroi per migliorarsi, per non seguirne l’esempio. AN15 elenca alcune delle “regole della grande illusione”: «Volere è potere», «Hai quello che ti meriti», «Se ci credi ce la fai», «La taglia unica». Tutte ideologie funzionali al capitalismo e al consumismo. Questi libri trattano un postmodernismo attualizzato e, rompendo l’uniformità della narrativa contemporanea, ci spronano a riflettere ed essere noi stesse, senza più vergogna e senza più timore del giudizio altrui.

Emma Zimaglia



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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