Un’infanzia rubata

Il matrimonio combinato tra adulti e bambine continua a essere una pratica diffusa in molte parti del mondo. Anche se si nota un’evoluzione, sia pur molto lenta, ci sono alcuni paesi che sembrano proprio non riuscire a voltare pagina.

Il matrimonio forzato è la negazione di un diritto. In quasi tutte le nazioni, una persona deve avere almeno 16 o 18 anni per potersi sposare. Quindi, dare in sposa una bambina prima di quell’età significa annullare la sua opportunità di vivere la propria infanzia.

Una delle cause più comuni di matrimonio è una “tradizione” in vigore da molto tempo. In molti luoghi, fin dalla nascita, una bambina è considerata proprietà di qualcun altro.

La colpa di questa pratica non è tutta da attribuire ai genitori che permettono che ciò accada: nella maggior parte dei casi non hanno altra scelta. Le famiglie povere organizzano matrimoni combinati per ottenere denaro con cui togliersi dalla fame e dai debiti, dai quali non saprebbero in che altro modo liberarsi.

L’impatto di questi matrimoni combinati può cambiare la vita dei bambini, soprattutto delle femmine. Le responsabilità domestiche ricadono su di loro e ci si aspetta che queste bambine, a volte appena adolescenti, si prendano cura della casa e della loro famiglia. Non sono mentalmente o fisicamente pronte per ciò, eppure questa pesante incombenza ricade su di loro. In questo modo viene tolta loro la libertà di imparare e di giocare, di essere bambini. Un furto della loro infanzia.

Inoltre, la loro salute è messa a rischio anche a causa della possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV o l’epatite C, e altre. Soprattutto per le ragazze che rimangono incinte in giovane età: questo può essere dannoso sia per la madre che per il bambino che portano in grembo. Si tratta di bambini che generano altri bambini e non è necessario essere particolarmente intelligenti per capire perché ciò sia sbagliato.

Bisogna aiutare queste ragazze ad avere accesso a un’istruzione di qualità e a concludere i loro studi in modo che possano successivamente condurre una vita indipendente.

Pertanto, il matrimonio deve essere un’unione sacra tra due individui maturi e non una pratica che compromette il futuro dei figli. Il problema deve essere risolto alla radice, a cominciare dall’eliminazione della povertà e della mancanza di istruzione nelle parti meno sviluppate del mondo. In modo da smettere di rubare l’infanzia a questi bambini.

Irene Del Mastro



Il Salice

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