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In un’epoca in cui il gaming competitivo riempie gli stadi di mezzo mondo, l’Italia sembra rimasta ferma alla schermata di caricamento. Mentre all’estero i pro-player sono celebrati come icone generazionali, qui la narrazione dominante resta ferma al solito cliché: il videogioco come “perdita di tempo” o peggio come distrazione dai doveri scolastici. Una malattia che […]








