Giappone: Viaggio Fluttuante nel Taccuino

di Francesco Chiorazzo e Isabel Rolle
Al Salone del Libro di Torino 2026, l’artista e viaggiatore Stefano Faravelli ha presentato la sua ultima opera, “Giappone.Taccuini dal mondo fluttuante”. Non si tratta di una guida turistica, ma di “cammino” che l’autore definisce la “Via del Taccuino”, un’esperienza intima in cui la pagina diventa una porta a questo mondo lontano.

La narrazione si sviluppa con l’uso dell’acquerello, di riflessioni filosofiche e di frammenti di realtà raccolti lungo il suo viaggio, come piccoli oggetti o timbri impressi sul foglio. Un esempio perfetto di questa unicità è il formato Leporello, una parte del taccuino strutturata a fisarmonica, lunga due metri che evidenzia i due opposti cammini di Tokyo e Kyoto.
Faravelli si allontana dai cliché commerciali per indagare la dimensione più profonda della cultura giapponese. Tutto nasce da un sogno vissuto dall’autore, in cui si muoveva tra nuvole che svanivano al suo passaggio. Questo paesaggio tra sogno e veglia gli richiama il concetto di Ukiyo (Mondo Fluttuante), che nel buddismo indicava la natura effimera del mondo, mentre ora è diventato “l’elogio dell’istante unico, della presenza dell’eternità nel tempo presente”.

Il taccuino non tralascia gli aspetti più drammatici del Paese, come la sofferenza documentata al Museo di Hiroshima, mostrando un popolo costantemente sospeso tra una straordinaria armonia spirituale e la memoria di traumi profondi.
L’opera diventa così un manuale sentimentale delle differenze culturali che sono messe a rischio dalla standardizzazione moderna. Richiamando la tradizione, che celebra la bellezza della penombra, l’autore riflette sul rischio di veder sparire queste peculiarità. Rifiutandosi di essere un semplice turista, Faravelli si definisce un “pittore-pellegrino guidato da una geografia interiore”, convinto che non sia il viaggiatore a scegliere la meta, ma il Paese stesso a chiamarlo.




