Schiavi della fretta

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Le lancette dell’orologio si muovono inesorabilmente. Il sole lentamente tramonta e torna sulla barca che è stata costruita per lui da Efesto, per riposarsi prima di riprendere il viaggio quotidiano per portare luce e speranza agli uomini. La quercia appena piantata tende alla luce, con un movimento quasi impercettibile. Il gatto si muove con passo felpato per la casa, cercando di non svegliare la sua preda. I fiori sbocciano sugli alberi, segno dell’avvento della primavera. Ognuna di queste azioni si basa sull’inesorabile scorrere del tempo e la lentezza è il fulcro di ciascuno di questi movimenti. Tuttavia, l’essere umano ormai ha una percezione del tempo alterata. L’occhio umano non è più capace di cogliere le meraviglie del mondo, camuffate dietro l’immobilità, identificandole come un inutile perdita di tempo. Poiché l’uomo oggi segue la filosofia di zio Paperone, Il tempo è denaro, annoiarsi, riposarsi non è più ammissibile, viene quasi considerato un male. Internet, la perenne connessione, i messaggi ricevuti in tempo reale, hanno fatto diventare l’attesa obsoleta, fonte di irritazione e stress.

 

 

Le lettere cartacee pasticciate, riformulate mille volte, bagnate dalle lacrime, sbavate, potevano essere considerate imperfette ma almeno erano vissute e la speranza del loro arrivo incrementava le emozioni durante la tanta attesa lettura. Così come le cartoline, prova di essere ricordati anche se a centinaia di chilometri di distanza, profondo segno di affetto. Oggi i social media hanno eliminato questa percezione.  Ovviamente su molteplici fronti sono utili e convenienti ma hanno cancellato la possibilità di fermarsi a riflettere, di annoiarsi.

In un mondo frenetico e iper connesso la lentezza è la nostra unica salvezza, l’unica possibilità di apprezzare ancora ciò che ci circonda. Fermatevi. Sedetevi su una panchina nel centro trafficato di una città. Svuotate la mente. Concentratevi su unico suono e, in silenzio, osservate. Non per un minuto. Non per cinque. Ma per mezz’ora, per un’ora. Ne siete capaci? Il vostro battito rallenterà e i colori intorno a voi sembreranno più vivaci e accesi. Noterete peculiarità che nonostante siano state davanti ai vostri occhi per una vita intera, non avevate mai visto, assorti nei mille impegni programmati o immersi nel vostro smartphone, imprigionati in una realtà parallela. Inoltre c’è chi ancora in questa realtà dinamica, cerca tra le più assurde attività per tornare a respirare. Per esempio, c’è chi pratica il Tai Chi, un’arte marziale incentrata sul rilassamento e sulla staticità, caratterizzato da poche posizioni da mantenere per svariati minuti, in silenzio, concentrandosi sulla lentezza del proprio respiro. Non solo per formare il corpo ma principalmente per irrobustire la mente, attraverso la meditazione.

La lentezza oltretutto è presente all’interno dei libri nei quali è necessario attendere a volte addirittura fino all’ultima pagina per capire come abbia fatto Miss Marple a comprendere chi era l’assassino, perché Siddhartha se ne sia andato o cosa abbia portato Madame Bovary al suicidio. Il dettaglio del lento scorrere del tempo viene evidenziato in maniera straordinaria nel breve libro della scrittrice vincitrice del premio Nobel per la letteratura, Han Kang, La scatola delle lacrime. Il cacciatore di lacrime attende per svariati giorni la preziosa lacrima della bambina, soprannominata Lacrimona, che scende per nessuna ragione in particolare e per tutte le ragioni del mondo, per la quale aveva viaggiato a lungo. Lacrimona però non piange, imbarazzata. L’uomo non si spazientisce, non urla, anzi le sorride e, con una polvere dorata, le porta gioia, attendendo che sia lei a affidarsi, anche se potrebbe non accadere mai.

La letteratura oggi è uno spiraglio di luce che vince l’uniformità dei social media e del web. Molti più individui dovrebbero lasciarsi trasportare attraverso mondi paralleli, nella selva oscura, sulla Luna a cavallo di un ippogrifo o nell’intricato labirinto del Minotauro per salvare Teseo, dando nuovamente alla lentezza la possibilità di far vedere il suo valore inestimabile.

Per lo più, l’attesa è fondamentale anche in moltissimi giochi di società come banalmente Monopoli o Scarabeo dove bisogna attendere la mossa dell’avversario, il quale sembra sempre ai nostri occhi che si muova a rallentatore, e prestare estrema attenzione a tutti i cambiamenti durante la partita.

Infine è necessario tenere sempre a mente che se decidiamo di fermarci, se chiudiamo gli occhi per un momento e respiriamo, il mondo non crolla anzi continua a girare sereno, anch’esso lento e monotono. La nostra meritata tranquillità non influisce sul compimento della sua azione, della rotazione terrestre.

Emma Zimaglia



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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