PSG-Arsenal, una finale storica

Logo_Paris_Saint-Germain_2024

Sabato 30 maggio 2026 si è conclusa la 71esima edizione della Champions League nella Puskas Arena di Budapest, una competizione che fa sognare milioni di tifosi dal 1955 con la prima edizioni di quella che all’epoca si chiamava “Coppa dei Campioni”.

La finale di quest’anno è stata una grande sfida tra, due delle squadre più forti del panorama europeo, l’Arsenal e il Paris Saint Germain. Entrambe spinte dal desiderio di raggiungere il doblete stagionale, visto che entrambe hanno vinto il loro rispettivo campionato, Premier Lague e Ligue 1.

Una partita iniziata con un Arsenal che ha voglia di far vedere la grande squadra che sono e per infrangere la maledizione, di una competizione che non vincono dalla stagione 2003/2004. Infatti dopo soli sei minuti i Gunners riescono a sbloccarla dopo un bel contropiede orchestrato da Leandro Trossard che mette un bel pallone per lo scatto di Kai Havertz che da posizione defilata non sbaglia e batte Safanov firmando il gol dell’ 1 a 0.

Ma da quel momento in poi la partita prende un altra piega, infatti la squadra di Luis Henrique spinge molto e crea azioni molto pericolose nella metà campo avversaria con le sgasate sulle fasce di Desirè Doue e Kvicha Kvaratskelia che nel secondo tempo si tramutano in gol. I Gunners provano a reagire ancora con Havertz ma gli viene negata la gioia della doppietta da un monumentale Marquinhos.

Infatti dopo l’ennesima giocata di Kvara il difensore dell’Arsenal non può fare altro se non atterrarlo in area di rigore, allora Siebert, il direttore di gara fischia un calcio di rigore che viene concretizzato dall’ultimo vincitore del Pallone d’Oro, Ousmane Dembelè che spiazza Raya dal dischetto e segna il suo sesto gol nelle ultime quattro partite di Champions.

Il Paris continua con la sua manovra e riesce ad innestare una nuova azione con un contropiede di Kvara che giunto davanti al portiere ma in una scomoda posizione colpisce il palo esterno, questa è una delle molteplici azioni del PSG che non si sono concluse con un gol, infatti l’Arsenal resiste fino alla fine dei tempi supplementari.

Ai calci di rigore la decide Gabriel che sparando il rigore alto sopra la traversa regala al Paris la seconda vittoria di fila della “Coppa dalle grandi orecchie” e Luis Henrique diventa il secondo allenatore più vincente della storia di questa competizione con tre Champions vinte, due col PSG e una col Barcellona nel 2015, dietro ovviamente a Carlo Ancelotti che ne ha vinte ben cinque; inoltre è il primo allenatore spagnolo a vincere due volte di fila dai tempi di Josè Vilallonga con il Real degli anni 50′.

In questa finale abbiamo assistito all’ascesa di un grandissimo giocatore che è Vitinha, il quale si è aggiudicato il premio di MVP della finale, prendendo le redini del centrocampo e dettando il ritmo ai compagni sia in fase difensiva che in quella difensiva.

Infine dopo undici anni non ha vinto la squadra che ha segnato prima ma quella che è riuscita a mantenere il possesso del gioco per la maggior parte del tempo e che è riuscita a ribaltare il risultato senza paura.

Emanuele Ghiotto



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


Contattaci


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsaliceweb.liceovalsalice.it/cookie-policy. Per maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy.

Chiudi