Il valore dell’attesa

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“Non abbiamo poco tempo, ne perdiamo molto” afferma Seneca nel “De brevitate vitae”.

Il terrore di perdere del tempo opprime la società attuale. Questo è dovuto alla celerità ed alla moltitudine di notizie ed avvenimenti a cui si può accedere quotidianamente. Nel mondo connesso contemporaneo l’attesa e la noia vengono soffocate da schermi ed algoritmi. Il tempo ha iniziato ad assumere una connotazione negativa, in quanto è diventato portatore di ansie e sfiducia. Ciò è anche dovuto alla visione pessimistica del futuro, propria delle nuove generazioni. La popolazione è aumentata e di conseguenza la competizione e le opzioni per la propria carriera scolastica e lavorativa. La vastità di decisioni ed anche di errori che si possono commettere porta gli individui a voler tentare tutto e subito, senza lasciar spazio alla lentezza. Anche il tedio che caratterizza quest’ultima viene visto come un aspetto da eliminare.

Tuttavia senza di esso una società non può continuare ad evolversi, in quanto stimola gli uomini ad inventare e creare. Inoltre, la concezione stessa di sprecare tempo è infondata. Infatti esso può solo trascorrere, non può essere perso ed il modo in cui scorre dipende da come viene investito. Viene definito tale solo quando non è funzionale ad un certo obiettivo. Senza la lentezza, che porta a riflettere e creare giudizi su ciò che circonda una persona, il tempo pare monotono, basato sul pragmatismo ed è quindi causa di paranoie e turbamenti.

Socrate attraverso il suo incessante domandare tentava di guidare gli Ateniesi alla verità, alle radici del loro essere. Nel mondo odierno sarebbe biasimato esattamente come nel V secolo a.C. perché la società attuale condanna la lentezza e stimola quindi ad agire senza pensare. Gli aspetti quantitativi primeggiano su quelli qualitativi a causa della velocità con cui si deve operare. I social media inoltre alimentano le ansie legate allo sperperamento del tempo. Mostrano infatti una realtà apparente che causa la “fomo“, la paura di non partecipare a certi avvenimenti e sprona dunque ad aderire a diverse iniziative soffermandosi solo sul visibile. L’attesa diventa quindi impossibile, tuttavia la comunicazione ha tratto vantaggio dalle nuove tecnologie in quanto Il globo non è mai stato tanto interconnesso. Ciò rende possibili esperienze uniche e sapendo che la vita è limitata si tende a desiderarle tutte, avendo coscienza dell’impossibilità di ciò, inizia a generarsi l’apprensione di non tentare e soprattutto di vivere abbastanza. Ma se questo avviene in modo meccanico la rapidità impedisce un’analisi più personale e per questo la preoccupazione perdura e così la brama di ottenere sempre di più.

L’approccio emotivo è quindi cambiato drasticamente: più il tempo si dilata e più l’ansia cresce. È dunque necessario un equilibrio tra il mondo attuale e la propria persona. L’aforisma di Solone “nulla di troppo” e la concezione greca basata sulla moderazione è veritiera ma non applicabile alla contemporaneità dove nulla è considerato smodato. Dunque l’attesa e la lentezza hanno perso i loro valori fondamentali, che si basano sulla riflessione e sull’educazione che esse possono portare. Il tempo impiegato per raggiungere uno scopo può infatti essere catartico. Il figlio prodigo ritorna dopo anni di sperperi nella casa del padre, ma col tempo comprende e si pente dei suoi errori. Renzo e Lucia si sposano dopo molte peripezie nell’opera “I promessi sposi”, più maturi e saggi. Le emozioni che accompagnano lo svolgersi di queste vicende sono dettate dalla tardività del procedere e dal raggiungimento dello scopo finale.

Helena D'Autriche Este



Il Salice

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