Illusioni fra arte e scienza

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di Giada Bancale e Giorgio Torri

Venerdì 17 novembre una parte della redazione del Salice ha avuto l’occasione di visitare il Museo delle illusioni, situato presso Palazzo Barolo a Torino, per toccare con mano il tema dell’illusionismo, in precedenza affrontato durante l’incontro con il noto prestigiatore Davide Allena.

Durante l’intera durata della visita la mente dei redattori è stata sottoposta a diverse tipologie di inganni visivi, che ci hanno permesso di comprendere quanto quest’ultima sia fragile e manipolabile.

 

 

Una volta mossi i primi passi all’interno del museo, il visitatore si trova dinanzi all’ illusione delle “immagini in movimento”, ovvero una serie di figure bidimensionali dai colori sgargianti che appaiono all’osservatore come tridimensionali e in movimento.

Questo effetto visivo eccezionalmente suggestivo ha luogo unicamente quando i dati raggiungono il cervello dell’osservatore per la prima volta e pertanto, per alimentare l’illusione, è necessario continuare a muovere lo sguardo all’interno dell’immagine.

 

 

Nella raccolta del museo sono anche presenti celebri inganni ottici, quale “La moglie e la suocera” di Boring.

Quest’illusione, pubblicata nel 1915 dal fumettista William Ely Hill e successivamente resa nota dallo psicologo statunitense Edwin Boring, è costituita da un’immagine rappresentante il volto di una donna, la quale può apparire sia giovane che anziana.

 

 

Questa ambiguità deriva da una disposizione accurata delle linee che caratterizzano i  volti, le quali creano una sovrapposizione di due immagini diverse; infatti ogni tratto assume un significato differente a seconda del volto visualizzato dall’osservatore.

Un’altra illusione particolarmente sbalorditiva è quella della “Griglia scintillante”, caratterizzata dalla presenza di una griglia grigia su uno sfondo nero sulla quale, in corrispondenza delle intersezioni, si trovano dei puntini bianchi luminosi, i quali appaiono bianchi o neri a seconda del punto nel quale l’osservatore fissa lo sguardo.

 

 

Tale fenomeno si verifica perché i nostri recettori si fanno ingannare dalla maggiore intensità luminosa nel contrasto chiaro scuro e ciò ci porta a percepire un movimento illusorio dei pallini stessi.

Inoltre il museo offre ai visitatori la possibilità di immergersi all’interno di un’illusione attraverso l’utilizzo della realtà virtuale, regalando un’esperienza indimenticabile.

 

 

In conclusione il Museo delle illusioni di Torino è un luogo dove realtà e apparenza sono indistinguibili e l’arte si unisce alla scienza per ingannare la mente umana attraverso enigmi stupefacenti.

Redazione



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