Benvenuti primini!

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di Valentino Di Ciaula

1 Scientifico A

IL SUPER TIFOSO”

LAMBERT, nonostante il nome francese, era DI MOLFETTA ma viveva a EBOLI. Era uno sfegatato tifoso della Roma ed era già stato coinvolto in diverse RISSO quando aveva sentito sfottere Totti. BERTOTTI lui avrebbe fatto qualsiasi cosa: partecipato a guerre, a qualunque BATTAGLIO; era innamorato COTTO di lui. Quando lo irridevano gli si gonfiava la BILI, il sangue gli saliva dai CALCAGNI alla CAPOZZI e non capiva più una FAVA, diventava una valanga umana, un SARACCO si staccava dal cervello e, da tranquillo uomo bravo e BONETTO, diventava un GALLO da combattimento. Per il resto era molto sereno, forse un po’ ingenuo, un ALLOCCO che passava il tempo libero con alcuni amici GAI e sorridenti con cui giocava alla MORRA soprattutto nel bar TABASSO, sito al fondo della STRADELLA di via BONACCORSO. Il suo più caro amico era un nobile decaduto, il CONTE MEINARDI che aveva diverse proprietà e DOMINIONI nella zona. Era un lontano parente di NASTASIO, console della Macedonia e della MUCEDOLA e possedeva molte vigne producendo un vino rosso pregiato: l’AMISANO. Aveva un motto che ripeteva spesso: “SAVINO è buono anche il garrire ed il GARRINO delle rondini è gradevole”.

1 Scientifico B

L’INAUGURAZIONE”

Le NUVOLI in cielo non promettevano niente di buono, il MONTEPAONE che si stagliava maestoso sulla città, era nascosto, le TORRI del castello BORROMEO, vere e proprie opere d’ARTESE, erano oscurate. ROBERTI e gli altri curatori della mostra di dipinti e di disegni, erano molto preoccupati. Il brutto tempo non avrebbe permesso una grande affluenza di visitatori, i tanti bozzetti e BUZZETTI d’autore non sarebbero stati apprezzati, nonostante fossero nuovamente visibili dopo i tanti anni in cui erano stati CLAUSI negli scantinati del museo PASSALACQUA. Nel caldo tepore e LEPORE d’ottobre quella giornata stonava, in un AMPRINO momento avevano pensato di esporre solo i quadri raffiguranti i GUERRIERI e la MUNNIA prestata dal museo Egizio. Poi TOMMASI, che come l’omonimo apostolo era molto scettico sulla riuscita della mostra, aveva ceduto non prima di essersi tolto qualche SASSETTI dalle scarpe. Voleva che l’esposizione durasse i CANONICI due mesi e accettò la proroga di un altro mese, NO/SENZO protestare un poco. Per lui era troppo NARDI ma voleva comunicare al comune e al sindaco DEZZANI, un tipo molto maleducato, un vero VELLANO, che aveva dato il suo benestare anche l’ex segretario di stato del Vaticano, il cardinale BERTONE, COLASANTE benedizione del Papa nel nome di SANLORENZO patrono della città! Il periodo scelto proprio sotto le vacanze di PASQUINI, VACCA boia, era complicato, EMPRINavera avanzata c’era il rischio di un caldo che favoriva le gite fuori porta, ma l’assessore DI LEO riuscì a convincerlo. “Questa mostra è visivamente quanto più s’avvicina alla visione del PARADISO” affermò e il sindaco acconsentì.

1 Scientifico C

UN GIORNO A TORINO”

NICOLA RONCO con la sua borsa, al cui interno aveva la gloriosa macchina da scrivere “lettera 22” della OLIVETTI, stava camminando in via Madama Cristina in direzione di corso Vittorio Emanuele. Arrivato a MAZZAMIDANA si fermò al mercato a comprare del formaggio, in particolare della RICOTTI fresca, dell’INSALACO, una trota, un LUCCIO, della cannella e della MANNELLA, del vino ROSSO e anche la sambuca MOLINARI. Nel banco specializzato in prodotti ittici, comprò LESCA per andare a pesca sul fiume e si fermò a comprare anche delle candele giganti con lo sconto poiché possedeva la TESSERA CHIESA. Si accorse di essere in ritardo, aveva l’incarico di andare a prendere sua figlia all’uscita dell’asilo, LIU, la sua GAGNA. Si mise a correre come un CHIORAZZO ed arrivò in tempo. Aveva sempre molti impegni, doveva andare a MILANI, alla LAMS, l’azienda per cui lavorava. Allo stesso modo non vedeva l’ora di dormire sulla sua BRANDINO e di pregare. Non c’era sera CHENon si rivolgesse al BONSIGNORE di cui era molto devoto, quasi uno SCHIAVON. Preso dai suoi pensieri a momenti non andò a sbattere contro un BANCALE carico di pigne e PIGNATELLI, di proprietà dell’amico DE PIERI, un tipo umile, figlio di BRUNO SURACE, che aveva lavorato come tipografo prima alla “Gazzetta del ROPOLO” e poi alla “Stampa”. Questi divenne ricco all’improvviso grazie ad un biglietto fortunato della lotteria gratta e VINCI. Evitato l’urto si rivolse alla sua bimba dicendole: “ASVISIO? In un attimo la vita di chiunque può cambiare”.

1 Scientifico Scienze Applicate

VITA DI CORTE”

Il CAMERLENGO rispondeva da ogni domanda sempre in tedesco. “YAYA” era il suo intercalare più frequente. Un giorno ricevette l’ambasciatore RUFFATTI VITROTTI e gli offrì una squisita TORTA D’UVA e, mentre affrontavano i problemi delle regioni del D’AUTRICHE ESTE e ovest, vide provenire dall’esterno dei suoi meravigliosi, fioriti GIALDINI, un’ondata MANERA ma così nera che lo spaventò. “SORBONE!” esclamò e chiamò l’assistente CAMOIRANO, un tipo BASSO e CURTO ma BUONO come il pane. “Vai nel VALLONE” gli ordinò, “porta con te STEFANI, prendete dei TICLI o dei motocicli ma fate presto, l’ambasciatore, svizzero di BERGNA, è molto spaventato”. Questi avvertirono i maggiordomi, i fratelli Ro, Gina e Meo, ROGINA E ROMEO che subito suonarono la TROMBETTA d’allarme. Lui era profondamente pacifista non come Gandhi, no GANDINO, ma sereno d’animo. Nel frattempo riempì i bicchieri dell’ospite di merlot e di talot: BERTALOT spesso serviva a smorzare ogni tensione. Offrì anche dei pasticcini da sbocconcellare, i PUCCI pucci, prodotti dal pasticciere MANGONE famoso perché azionava personalmente i CARDANI dei macchinari della sua azienda. Si presentò sorridente il valletto di corte, BRUNO RAYNERI, avvisando che l’emergenza era finita. Un COLOMBO si alzò in volo: era il segnale atteso che il pericolo era passato.  

 

IV ginnasio A

IL FIGLIO RIBELLE”

 

Mettiti il GIACCONE se devi portare il CAGNO a fare il giretto serale. Siamo nel mese DE MARZI e fa freddo, poi ti viene la febbre e devi stare a POLETTO e perdi preziosi giorni di scuola. Metti almeno una maglia!” “No mamma, la MAGLIA/NO”, rispose indispettito COSTANTINI, il figlio che ogni tanto faceva le bizze e anche i BUZZI. Così scese le scale a chiocciola e a COGGIOLA molto velocemente ed incontrò suo papà Ianni, PAPAIANNI, che aveva appena parcheggiato la sua FERRARIS in garage. “Dove vai figlio mio così di corsa? Sembri uno appena SCHIEPPATI di casa”. “Sai papà com’è la mamma, apprensiva e ripetitiva, ed io non mi sento RIBERO di fare ciò che desidero, mi fa venire un nervoso ma un IERVESE che per calmarmi vado dal mio amico D’ONOFRIO, il figlio del MARCHESE, quello che abita in montagna, sul MONTARIOLO. Lui è trattato dai genitori come un RE e della sua vita ha la patria POTESTA’”. Così dicendo fischiettando corse via.

 

IV Ginnasio B

ALLA RICERCA DI UN CARO AMICO

 

Suonò il campanello dopo aver parcheggiato la sua D’ANDRETTA vicino a una lambretta e a uno scooter GARELLI: “BAUCE’?” chiese, “no, è andato alla piccola cava, la CAVINA, dove estraggono il silicio, la manganese e il MANGANARO che poi vendiamo a MURARO, la cittadina vicino a Venezia famosa per i suoi vetri”. Ringraziò e s’incamminò per i campi d’anice e i CAMPIDONICO ed incontrò l’amico PASCALE, che decise di accompagnarlo. Questi non era molto alto e lui, prendendolo in giro gli disse. “Andiamo NANO, GO/NANO go”. Intanto un merlo e un FASSERO cantavano felici sulla RIVELLI del fiume SBARDOLINI mentre lui allungò il tragitto per passare dal suo MIGLIORE amico, D’INTINO, quel tipo ROMANO che ogni tanto alzava la CRESTA ma era un bravo ragazzo. Lo apprezzava poiché aiutava la moglie nella serra e nella SERRAMOGLIA piantava e curava fiori bellissimi.

Camilla Stigliani

Amante del disegno e dell'arte in generale. Frequento il primo anno di Classico e se dovessi descrivermi con una parola userei "sbadata": sempre disattenta ma solare.



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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16 Novembre 2022
13 Novembre 2022

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