Esami, graduatorie e tanti dubbi

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Si è da poco conclusa la prima parte del semestre filtro con l’arrivo della prima graduatoria che ha stabilito in quale sede andranno gli studenti che sono riusciti a superare tutti e tre gli esami a cui sono stati sottoposti: fisica, chimica e biologia.

Abbiamo intervistato alcuni ex-allievi del liceo Valsalice, che si sono cimentati in questa impresa e che ci hanno espresso i loro punti di vista.

Hanno raccontato come la riforma fatta dalla ministra Bernini avesse già dei problemi in partenza. Infatti, quello prospettato come un semestre si è rivelato un bimestre di lezioni, iniziate il 1 settembre e terminate il 29 ottobre. Poi, venti giorni di preparazione al primo appello, svolto il 20 novembre, situazione che, fin dall’inizio, ha provocato molta ansia e stress a tutti gli studenti.

Inoltre, visti i risultati dei due appelli, sono state fatte delle modifiche in corso d’opera. Infatti, il 22 dicembre poco prima della mezzanotte è stato pubblicato un nuovo decreto, che permetteva, di tenere i voti più alti presi, indipendentemente dall’aver rifiutato quelli del primo appello e la possibilità di entrare in graduatoria passando anche un solo esame.

 

Tutti concordano tutti sul fatto che il problema principale non fosse il carico di studio, che era comunque molto esteso, ma piuttosto il tempo fornito per prepararsi, infatti, racconta Leonardo Bono, uno dei nostri ex-allievi: “Il carico di studio, nonostante io arrivassi dalla maturità, era molto più importante di quello per cui mi ero preparato alla fine del quinto anno. E’ vero che sono erano tre materie, ma di chimica e fisica il programma era sostanzialmente quello che si fa in cinque anni di liceo scientifico ma più approfondito. Di biologia ci sono state cose invece  che non abbiamo mai fatto e in un tempo così ristretto se questi argomenti non sono stati trattati in precedenza diventa veramente molto complicato”.

Un altro problema che hanno dovuto affrontare tutti gli studenti è che i docenti non erano a conoscenza della struttura dell’esame e quindi erano disorientati anche loro su cosa spiegare. Infatti Matteo Isasca racconta la sua esperienza ritenendo che “le lezioni non sono state molto utili, infatti i professori si limitavano a leggere i contenuti delle slide, le quali però fatte molto bene. Per questo per lo più studiavo a casa con appunti fatti dalle slide fornite o da quelli presi al liceo. Nell’ultimo periodo prima degli esami sono arrivato a studiare per circa 6 ore al giorno”, Concorda con lui anche Alice Santucci: “I professori non sapevano cosa fare, ci consigliavano di studiare dai libri che, teoricamente, erano stati fatti apposta per il semestre, seguendo un programma ministeriale chiamato “Syllabus“, che avrebbe dovuto comprendere al suo interno tutti gli argomenti necessari per superare gli esami. Se avevamo fatto un buon liceo scientifico ci spronavano a riprendere i nostri vecchi appunti perchè i professori, non conoscendo l’esame, non sapevano cosa farci fare come esercizi o cosa spiegarci. Io per questo ho smesso di seguire le lezioni e ho iniziato a studiare a casa arrivando a stare sui libri tra le 8 e le 10 ore al giorno“.

 

 

Questa generale incertezza diffusa tra i docenti era dovuta al fatto che la ministra per evitare  favoritismi tra le sedi ha scelto di affidare la costruzione dei test a un gruppo di ex-professori, ormai in pensione, il che però ha complicato la situazione di tutti: docenti che dovevano spiegare e allievi che dovevano studiare.

Nella scelta della materia più difficile ci sono stati dati pareri discordanti infatti secondo Matteo “la materia più complicata da studiare è stata sicuramente biologia, per via dei numerosi termini nuovi e complessi.”. Per altri biologia è stata invece la materia più fattibile come per Leonardo: “Biologia è puramente studio, non c’è molto da capire, mentre chimica e fisica, non venendo tutti dallo scientifico e non avendo tutti buone basi come quelle che dà Valsalice, erano le materie più ostiche”.

Questa sua affermazione viene confermata anche dai risultati ottenuti dagli studenti. Infatti, i promossi in biologia sono stati ventunomila mentre per fisica circa la metà, undicimila.

L’ambiente formatosi nelle università non è stato ottimo e questo è dovuto alla forte competitività che veniva alimentata dalla graduatoria finale, come racconta Alice: “Ho sentito tanto la competitività: alcuni erano molto disponibili, si offrivano di spiegarti i concetti o ti consigliavano persone a cui chiedere per prendere ripetizioni. Altri invece non ti rispondevano neppure per paura che potessi precederli in graduatoria”.

 

 

A livello psicologico concordano tutti che sia stato molto intenso e logorante. C’era molta ansia soprattutto negli esami, come racconta Matteo: “Durante gli scritti come ti giravi vedevi la gente che stava impazzendo”. E fare esami in queste condizioni influisce anche sui risultati. Molti a causa dell’enorme mole di studio hanno dovuto smettere le loro attività quotidiane per dedicarsi esclusivamente allo studio e questo provocava un senso di stress ancora maggiore.

Nel mese di marzo uscirà la seconda graduatoria che porrà la fine di questo semestre filtro. Tutti gli studenti dopo aver recuperato gli esami che non sono riusciti a passare, verranno collocati in quelle che vengono definite facoltà affini o verranno collocati in una delle sedi ancora disponibili , anche se molti si stanno già preparando per i test di medicina delle università dell’anno prossimo. Alcuni ritenendo sia migliore scelgono di tentare l’entrata nelle università private per non rischiare di perdere un altro anno e avere la certezza fin da subito di essere entrati, come sta facendo Alice.

 

 

Al termine di queste vacanze è stata organizzata una petizione per ottenere le dimissioni della Ministra Bernini, che ha superato le 100.000 firme ormai da una settimana.

Il risultato di questa raccolta firme sancirà le sorti dei futuri test d’ammissione e dell’evoluzione della riforma che è deciso resterà, se rimarrà la Ministra Bernini, che si è posta l’obiettivo di migliorarla al massimo per permettere a più persone possibile di riuscire a realizzare il loro percorso di studi.

Lorenzo Meinardi



Il Salice

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