Cecilia Vergnano ieri e oggi

di Giulia Cotto, Isabella Dallera, Chiara Epifani, Giacomo Pagliotti
Il Salice ha fatto due chiacchiere con la professoressa Cecilia Vergnano, docente di Scienze Naturali nella nostra scuola. La professoressa, in questa intervista, ci ha raccontato delle sue passioni e delle sue motivazioni che l’hanno portata ad insegnare.
Perché ha scelto di diventare insegnante e quali professori l’hanno ispirata a intraprendere questa professione?
Ho scelto di diventare insegnante perché ho avuto la fortuna di incontrare grandi insegnanti nella mia vita. Con il tempo è nato in me il desiderio di restituire agli altri ciò che io stessa avevo ricevuto da studentessa. Ho frequentato il Valsalice sia alle medie sia al liceo e alcuni professori hanno lasciato un segno importante nella mia formazione. Alle medie ho avuto come insegnante di matematica e scienze la professoressa Fraire, che oggi è preside, mentre al liceo classico ho avuto il professor Gardino per cinque anni. Anche la professoressa Messa, che mi ha insegnato biologia e chimica, ha contribuito a farmi innamorare della scienza. Ho avuto tanti insegnanti straordinari e oggi ho persino la fortuna di ritrovarne alcuni come colleghi. Sinceramente, oggi non saprei immaginarmi in un’altra professione.

Che cosa le piace di più della sua materia?
Soprattutto il fatto che sia così completa e presente ovunque. La scienza riguarda qualsiasi cosa: dalle realtà microscopiche studiate dalla chimica fino agli immensi spazi dell’universo, che facciamo persino fatica a immaginare. Mi affascina la capacità della scienza di fornire una spiegazione a ciò che vediamo e viviamo ogni giorno. Credo che sia proprio questa varietà a renderla così interessante, perché permette di osservare il mondo da prospettive diverse e di comprendere meglio ciò che ci circonda. Inoltre, penso che la passione per una materia sia fondamentale per riuscire a trasmetterla agli studenti. Io stessa mi sono appassionata alla scienza grazie ai miei professori e spero di riuscire a trasmettere ai miei alunni lo stesso entusiasmo che loro hanno trasmesso a me
Secondo lei, è più difficile insegnare al liceo o alle scuole medie?
È una bella sfida scegliere tra le due! Direi che faccio un po’ più fatica alle medie, soprattutto perché gli studenti arrivano dalla scuola elementare e bisogna costruire tutto insieme, un passo alla volta, senza dare nulla per scontato. A volte bisogna specificare anche dettagli che sembrano banali, come quando gli studenti mi chiedono se devono iniziare una pagina nuova o continuare sotto. Sono piccole cose a cui prima non ero abituata a dover prestare attenzione. Inoltre, anche in base alle caratteristiche delle classi che ho attualmente, trovo che gli studenti delle medie siano un po’ più difficili da gestire rispetto a quelli della quarta ginnasio. In ogni caso, entrambe le esperienze sono stimolanti e richiedono la capacità di adattarsi alle esigenze e all’età degli studenti.

Quali sono le sue passioni al di fuori della scuola?
Ho molte passioni, ma la più grande è sicuramente la musica. Suono la chitarra e il pianoforte e mi piace molto cantare. La musica è un’attività a cui mi dedico con grande piacere e che occupa un posto importante nella mia vita. Oltre a questo, amo leggere, fare passeggiate in montagna e trascorrere del tempo con i miei amici. Sono tutte attività che mi permettono di rilassarmi, dedicarmi a ciò che mi piace e staccare dagli impegni quotidiani legati alla scuola. Credo sia importante coltivare interessi al di fuori del proprio lavoro, perché permettono di arricchirsi personalmente e di dedicare tempo a ciò che ci fa stare bene.
Ritornando ai suoi anni da studentessa, la scuola è cambiata molto rispetto a quando la frequentava lei e che cosa rappresenta oggi il Valsalice?
Dal punto di vista fisico, la scuola è rimasta abbastanza simile, anche se naturalmente si sta rinnovando. Oggi gli studenti sono molti di più e, di conseguenza, c’è bisogno di un numero maggiore di aule. Anche se la scuola è cambiata sotto alcuni aspetti e continua a evolversi, conserva per me un significato speciale. Ho frequentato il Valsalice sia durante le scuole medie sia durante il liceo classico, quindi qui ho trascorso molti anni importanti della mia vita. Ricordo con grande riconoscenza i numerosi professori che hanno contribuito alla mia formazione e che mi hanno trasmesso la passione per lo studio e per la scienza. Alcuni di loro sono diventati miei colleghi e questo rende il ritorno ancora più significativo. Nonostante i cambiamenti, per me tornare al Valsalice è sempre un po’ come tornare a casa, perché è un luogo a cui sono profondamente legata e che ha contribuito a rendermi la persona e l’insegnante che sono oggi.




