Gabriel Soares alla Silver Skiff

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La settimana scorsa a Torino, si è tenuta la 32esima edizione di uno degli eventi sportivi più antichi di tutta Italia. Stiamo parlando della “Silver Skiff”, la gara di canottaggio in singolo che dal 1992 si disputa ogni anno sul fiume Po. 

La regata è nata in uno dei circoli di canottaggio del fiume Po, la Canottieri Cerea, il cui membro Vittorio Soave sfidò i singolisti della società ad una gara di ben 11 km seguendo l’itinerario Cerea-Isolotto di Moncalieri-Cerea.  

Dopo la prime edizione con solo 4 concorrenti ne è seguita una seconda l’anno successivo con quoindici. 

Da allora la gara è sempre cresciuta in numero di partecipanti ed è stata riconosciuta come regata internazionale nel calendario italiano e in quello della FISA, la federazione remiera francese, diventando così nota a moltissimi atleti a livello mondiale.

La Silver è un evento unico nel suo genere: molti torinesi purtroppo non la conoscono nonostante sia una delle manifestazioni sportive più importanti di tutta la città.

In questa edizione abbiamo avuto l’occasione di intervistare Gabriel Soares, campione nazionale e qualificato alle Olimpiadi di Parigi 2024, due volte campione mondiale e due volte campione europeo. L’attuale specialità di Soares è il doppio, con il quale si è qualificato per le Olimpiadi assieme a Stefano Oppo, ma negli anni si è anche dimostrato un fenomenale singolista, soprattutto nelle gare di fondo come la Silver Skiff. Gabriel ha infatti vinto la scorsa edizione della gara stabilendo anche il tempo più veloce della storia sul percorso (40m 16s 740”).

Ricordi ancora la tua prima Silver?

“Certamente, è stata 7 anni fa; avevo appena 19 anni e tanta voglia di vincere. Ricordo ancora tutti i sorpassi che ho dovuto fare, perché era la mia prima volta e la prima volta si gareggia sempre partendo più tardi. Ciò rende difficile avere un’esperienza di gara tranquilla in cui si può pensare solo al proprio ritmo siccome bisogna costantemente preoccuparsi degli altri. Dopo aver vinto l’anno scorso sono finalmente riuscito a partire per primo e di conseguenza provare la sensazione di non dover tenere conto di nessuno e di gareggiare al massimo delle mie capacità

Quale è stata la sensazione che hai provato, dopo 7 anni, a vincere la regata?

Sicuramente l’orgoglio, dato che era una vittoria che speravo di ottenere da tempo. Dopo aver recuperato l’allora numero 1 Martin Sinkovic, che ha vinto la gara più volte, ho preso coraggio e ho continuato ad aumentare il ritmo fino a stabilire il nuovo record storico del percorso detenuto dal 2007 dall’ex campione del mondo Mahe Drysdale. È stata una gara difficile ma mi ha permesso di poter finalmente partire con il numero 1 quest’anno.

Sei soddisfatto del risultato di quest’anno?

Sono molto contento, nonostante la sconfitta per soli 3 secondi dal primo classificato, Martin Sinkovic. Sono infatti appena rientrato da un campo di allenamento a Sabaudia per le Olimpiadi nel quale abbiamo lavorato molto sul doppio. Questo più la stanchezza del viaggio di ritorno mi rendono fiero del risultato ottenuto.

Se dovessi dare un consiglio ai giovani canottieri che si imbarcano in questa lunga gara per la prima volta, quale sarebbe?

Ne ho due. Il primo. Giratevi molto. La direzione nelle gare lunghe, soprattutto in singolo, è tutto. Con una traiettoria a zig zag si possono perdere molti secondi, minuti interi in alcuni casi. Se ogni 20 colpi vi girate per controllare l’andamento non potrete che migliorare la vostra condizione. Inoltre noterete immediatamente se rischiate di andare addosso a qualcun altro e come dovrete manovrare per sorpassarli. E infine divertitevi, perché quello è davvero lo spirito con cui affrontare questo magnifico evento.

Ludovico Albesano



Il Salice

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