Aboliamo le piccole pesti

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di Giorgia Miglietti

Finalmente è arrivata l’estate e, come la fredda stagione lascia il posto a quella calda, così i nonni e le nonne hanno la possibilità di lasciare con gioia la loro routine e le loro comode case cittadine per trascorrere i mesi più asfissianti dell’anno sotto un bell’ombrellone, facendo la guardia ai nipotini giorno e notte. Non passa infatti ora, minuto o secondo senza che continue richieste vengano sottoposte all’attenzione dei poveri parenti che, essendo già in pensione, si offrono felici di portare in vacanza i piccoli. E’ così che, sostando sulla spiaggia un tempo sufficiente, si potranno sentire grida di disperazione da parte dei bambini perchè il gelato non si può prendere prima di cena, perchè bisogna tornare a casa e non fare un altro bagno o perchè il nuovo giochino in edicola non verrà acquistato più a causa del troppo frignare. Tuttavia, per fortuna degli “spettatori”, quando i piccoli, anzichè gridare come dei pazzi, furbescamente inizieranno a piangere con una faccia disperata, tutte le richieste verranno esaudite, lasciando finalmente le orecchie dei poveri bagnanti in pace.

Ancora più bello è ciò che si riesce a scorgere appostandosi su un lettino in prima fila; nonni che rincorrono nipoti, nipoti che rincorrono nonni, bambini che giocando si tirano la sabbia accecandosi e  rispettivi parenti che sgridano e tentano di rimediare, buche scavate talmente profonde e larghe che le vecchie amiche passeggiando accidentalmente vi cadono dentro. Ma ,soprattutto, genitori sfiniti che cercano di trascinare i piccoli all’ombrellone per un “meritato” pisolino pomeridiano.

Il tutto sempre e comunque nei tre metri di bagnasciuga che separano l’acqua dalle stazioni balneari. Così non solo le famiglie dirette interessate sono soggette ad excruciari, come direbbe Catullo, ma anche tutto il resto dei frequentatori della spiaggia sono tormentate, senza la possibilità di  dedicarsi al meritato riposo.

Pertanto, aguzzando  l’ingegno la necessità, coloro che hanno intenzione di rilassarsi con il silenzio calcolano e studiano e riflettono per arrivare in spiaggia nelle ore più tattiche possibili, ovvero la mattina presto oppure durante la pausa pranzo.

Viene da chiedersi se non sarebbe meglio che non ci fossero le buche in cui cadere, i castelli di sabbia da aggirare, i bagni di sole col rischio di essere investiti da eventuali folate di sabbia, i video YouTube riguardanti spiegazioni del gioco Minecraft tenuti al massimo volume possibile per ottimizzarne la visione; e quanto sarebbe idilliaco entrare in acqua direttamente senza dover schivare dei bambini, dei palloni da calcio e altrettanti da pallavolo, castelli di sabbia con tanto di buche annesse, che ricordano più dei crepacci, per arrivare infine al mare riuscendo a bagnare solo i piedi prima di venire investiti da un’onda, grande come uno tsunami, creata da dei piccoletti che hanno deciso di schizzarsi tra loro amichevolmente.

Pertanto, perchè non lasciare i bambini a casa?

Redazione



Il Salice

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