OrientarSI’: un futuro da decidere

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di Rebecca Villani e Margherita Oblique

Il 9 ottobre, durante la giornata di orientamento dedicata al triennio, le classi quarte hanno avuto l’occasione di ascoltare quattro testimonianze riguardanti il percorso universitario e lavorativo di differenti professionisti.

Davide Gianti, professore di diritto comparato nel corso di Global Law.

Tutte le persone sono accomunate da una caratteristica: l’incontro. Oggi, viviamo in una società che sta affrontando grandi cambiamenti, tuttavia ciò che non si deve mai perdere è il contatto umano, perché è proprio quest’ultimo che ci permette di mutare, ma soprattutto, imparare e riscoprirci. Ed è proprio così che è diventato professore: grazie a un semplice incontro.

Arriva all’università dal liceo classico, per i primi anni degli studi decide di dedicarsi interamente ai libri, mettendo inconsapevolmente da parte una porzione della sua identità. Questa sarà risvegliata soltanto anni dopo, nella prima lezione di Diritto Civile, grazie al suo professore con cui prova fin da subito affinità. Riscopre quindi la sua vera passione: fare ricerca. Perciò, si dedica a quello, facendo la tesi con questo docente e laureandosi per perseguire non la professione di avvocato, bensì la ricerca.

Per cui, come lui in quel semplice incontro ha saputo cogliere l’intuizione che lo ha portato a diventare il professionista che è oggi, anche noi dobbiamo prestare attenzione e saper riconoscere questi indizi. Un modo per farlo è essere consapevoli dei nostri incontri. La nostra carriera non deve pertanto basarsi esclusivamente sullo stipendio, ma anche sulla retorica, un aspetto solitamente sottovalutato. Bisogna trovare qualcosa che sia affine alla nostra natura e ci renda felici, perché poi sarà ciò che faremo per la maggior parte della nostra vita.

Da qui l’invito: “prestate attenzione alle occasioni date, perché il vero passaggio di conoscenza, soprattutto nel prossimo futuro, avverrà sempre attraverso il livello personale”.

 

Stefania Benni, divulgatrice culturale e consulente.

Il percorso professionale raramente è una linea retta e così è stato anche per lei. Dopo avere concluso il liceo scientifico, consegue una laurea in architettura, ma la sua esperienza le ha insegnato che il mondo del lavoro cambia continuamente. Dall’evoluzione tecnologica, dai tradizionali strumenti da disegno ai programmi CAD, fino all’intelligenza artificiale, comprende che è fondamentale sapersi adattare, continuare a imparare e sapere cogliere le occasioni che la vita ci propone quotidianamente. Per questo è anche molto importante curare le nostre amicizie e relazioni, perché è proprio da lì che nascono le esperienze migliori. 

Nel corso della sua carriera si è occupata di consulenza, energia, assicurazioni, organizzazione di progetti e comunicazione, fino a diventare ideatrice e conduttrice di un programma radiofonico dedicato alle relazioni e alle esperienze professionali.

Perciò, non bisogna mai pretendere di conoscere sé stessi o la propria strada, perché non saranno mai linee rette e la vita ci porrà di fronte a innumerevoli bivi e scelte. L’importante è costruire una buona partenza, capire cosa ci incuriosisce davvero, le competenze che vogliamo sviluppare in futuro e quanto siamo disposti ad ascoltare e imparare. 

 

Gabriella Sperti, vice commissario responsabile del Nucleo Tutela Fasce Deboli della polizia locale.

Gabriella Sperti si è trasferita a Torino mentre studiava Giurisprudenza dopo la vittoria del concorso legato alla Polizia Locale, conquistata anche grazie agli studi di diritto penale.

Dopo la formazione iniziale, decide di specializzarsi nella violenza di genere, nel mentre riesce anche a conseguire la laurea in Giurisprudenza e diventa commissaria e responsabile del Nucleo fasce deboli.

Il suo lavoro consiste nel tutelare persone particolarmente vulnerabili, come minori, anziani, persone con disabilità e vittime di violenza. Si occupa di indagini delicate, maltrattamenti e abusi, collaborando con la Procura e altre forze di polizia. Svolge, inoltre, attività nelle scuole per promuovere la legalità, il rispetto delle regole e la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.

In un ultimo momento toccante, sottolinea l’impegno emotivo che questo lavoro comporta e invita i ragazzi a non ignorare i segnali di sofferenza dei propri amici. Ribadisce l’importanza di parlare con un adulto in caso di necessità, perché anche una semplice segnalazione può contribuire a proteggere qualcuno e fare la differenza.

 

Alessandro Sorbone, direttore e manager delle Risorse Umane.

Il percorso di Alessandro Sorbone è la prova concreta che la scelta universitaria non determina il resto della vita professionale. Infatti, si iscrive a Filosofia senza una vera idea chiara di ciò avrebbe fatto in futuro, laureandosi per pura passione. Capisce poi che la carriera universitaria non faceva per lui, e frequenta un master in gestione delle risorse umane, iniziando a lavorare in diverse aziende, tra cui ricorda i tredici anni trascorsi nella Juventus come direttore delle risorse umane.

Spiega che le organizzazioni possono essere senza scopo di lucro, oppure orientate al profitto, come le aziende private. Al loro interno, collaborano professionisti con formazioni differenti, che devono unire le proprie competenze per raggiungere obiettivi comuni con una struttura di valori condivisa.

La laurea in Filosofia gli ha fornito strumenti di analisi critica, capacità di argomentazione e di ragionamento, utili anche in un contesto aziendale. Per questo motivo per crescere professionalmente sono fondamentali anche la capacità di lavorare in gruppo, la curiosità, l’iniziativa personale e la disponibilità a proporre miglioramenti. Consiglia infine di scegliere gli studi partendo dalle proprie passioni, considerando però anche gli altri fattori utili a costruire un percorso lavorativo soddisfacente.

 

Le quattro testimonianze mostrano che il percorso universitario e professionale raramente è lineare. Si può cambiare idea, scoprire nuove passioni e trovare opportunità inaspettate grazie a incontri ed esperienze, che però bisogna essere pronti a cogliere.

La scelta universitaria è importante, ma non deve essere vissuta con l’ansia di dover decidere tutta la propria vita in anticipo. È fondamentale partire dai propri interessi, informarsi e impegnarsi, mantenendo però la mente aperta alle occasioni che si presenteranno lungo il cammino.

Isabel Rolle



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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