Tanti eroi, una storia

presentatori_viaggio_dell'eroe

di Alessandro Giovanni Mannella

Esiste una storia che racconta tutte le altre? Questa è la domanda alla quale Roberto Gagnor e Vito Ferro, scrittori italiani, hanno dato risposta al Salone del Libro 2026 durante la conferenza “Il viaggio dell’eroe”. Secondo il modello universale proposto da Christopher Vogler, ogni vicenda scritta nei libri o proiettata in sala è strutturata con una precisa sequenza narrativa. Il monomito non è semplicemente il prototipo di una narrazione, ma un vero e proprio punto di riferimento per i nostri ideali ancestrali di racconto perfetto. Come spiegano i presentatori, l’Iliade e l’Odissea sono le due leggende capaci di riassumere ogni vicenda umana mai vissuta, a tal punto che addirittura oggi si può empatizzare e rivedersi nei personaggi di più di duemila anni fa. La chiave del motivo per cui la trama di un mito può rispecchiarsi nelle storie odierne è custodita negli archetipi che dominano questi eterni poemi.

La storia si svolge in tre atti di partenza, iniziazione e ritorno, in cui il protagonista esce dalle vicende quotidiane, affronta le imprese che gli sono poste, e ritorna al luogo di partenza con una consapevolezza maggiore. Nel primo atto l’eroe è ritratto nel suo mondo ordinario: uno spazio di certezze e quotidianità serena. È in questo momento che arriva dall’esterno una chiamata all’avventura, un turbamento di quel mondo che ormai non è più come prima. Il personaggio è inizialmente titubante di fronte al cambiamento e molto spesso lo rifiuta per insicurezza o timore; ed è proprio qui che entra in gioco la figura del mentore.  Un anziano saggio o un eroe che ha già vissuto un viaggio da sé, il mentore introduce la crisi e spinge il protagonista all’azione. Nella Divina Commedia, Virgilio svolge esattamente questo ruolo dal momento che, su ordine delle tre donne benedette, guida Dante attraverso i regni ultraterreni andando verso la salvezza. Dopo che l’aiutante rende più facile all’eroe varcare la prima soglia, inizia il secondo atto, in cui si svolge l’avventura vera e propria.

Nella fase successiva, il personaggio incontra sul suo cammino una serie di sfide, alleati e nemici che lo preparano alla prova centrale di tutta la storia. In Star Wars, Luke Skywalker stringe amicizia con Han Solo e Leia, che lo aiutano nelle sue missioni contro l’Impero, e si ritrova a combattere con Boba Fett, uno degli avversari intermedi. Così, il protagonista si avvicina alla “caverna”: un luogo o una situazione che rappresenta metaforicamente le sue paure e debolezze. Molto spesso il campione si trova ad un passo dalla morte; nel film Matrix, Neo e Trinity, in cammino per salvare Morpheus, sono coinvolti in una violenta sparatoria in cui mettono al tappeto un esercito di guardie. Superati i pericoli della caverna, è tempo della prova centrale, in cui l’eroe affronta l’acerrimo nemico. Nel film Il Re Leone, Simba sconfigge il malvagio Scar a duello, e supera il proprio senso di colpa che lo ha spinto a fuggire dalle Terre del Branco. Per il giovane leone, come per ogni altro protagonista, la prova non è una semplice dimostrazione di forza fisica, ma la tappa di un percorso di crescita morale e spirituale. 

Nel terzo atto, dopo la tempesta, il personaggio ottiene un premio come ricompensa dei suoi sforzi. Il riconoscimento non è esclusivamente un trofeo o una remunerazione materiale, ma in molti casi si presenta come sviluppo interiore ed esperienziale. Superata questa tappa, l’eroe deve ritornare al mondo ordinario, e per farlo deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Nell’ultimo film d’animazione citato, Simba, prima di poter salire definitivamente al trono, ha il compito di ristabilire l’ordine in un regno distrutto per opera di Scar. Rimane però un ultimo passo da compiere, che consiste in una fase di morte e resurrezione simboliche in cui l’eroe consolida gli insegnamenti tratti durante il viaggio, ed è pronto a rinascere dopo la sconfitta del suo io precedente. In Spider-Man 2, Peter Parker sceglie di abbandonare il ruolo di supereroe per dedicarsi ad una vita normale senza eccessive responsabilità. È proprio a quel punto che si rende conto di non poter lasciar perdere la sua identità eroica, e torna a indossare la sua tuta con una nuova consapevolezza di sé e dei suoi poteri.

Ogni storia parla di noi, delle nostre ambizioni e paure, del nostro sviluppo attraverso il cambiamento. Il viaggio dell’eroe non è semplicemente un archetipo o un modello di trama apprezzabile, ma racchiude quanto c’è di più importante nelle nostre vite.

Alessandro Giovanni Mannella



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


Contattaci


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsaliceweb.liceovalsalice.it/cookie-policy. Per maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy.

Chiudi