100 anni di Fantascienza

amazingstories

Durante la nostra visita al Salone del Libro, in una gremitissima Sala Lilla, abbiamo assistito all’incontro “100 anni di fantascienza”, con Domenico Gallo, Rossana Morriello, Oriana Palusci e Carlo Pagetti. Speriamo che il nostro resoconto possa interessare i molti visitatori che non sono riusciti a seguire la conferenza a causa del “tutto esaurito”.

Se al giorno d’oggi la fantascienza è presente nella vita di tutti attraverso film, serie tv, videogiochi, fumetti e altri contenuti, 100 anni fa la situazione era completamente opposta.

La storia del genere che oggi amiamo ha inizio nel 1726 con la pubblicazione dei “Viaggi di Gulliver”. Nonostante molteplici scritti e racconti di carattere fantascientifico furono pubblicati da quel momento in avanti, la fantascienza viene riconosciuta come un genere letterario esattamente 100 anni fa quando Hugo Gernsback, un pioniere dell’editoria in un periodo di grandi transizioni, ha l’intuizione di creare una rivista con racconti di avventura, presentando le innovazioni e le possibilità del mondo tecnico scientifico.

Prima di diventare l’inventore del genere della fantascienza, Hugo è un imprenditore nel mondo delle industrie tecnologiche, brevettando invenzioni come la batteria e una prima tecnologia “wireless”. Nonostante l’apporto rivoluzionario delle invenzioni di Gernsback, esse non vengono apprezzate dai suoi contemporanei. Questo porta l’imprenditore a cercare fortuna in un contesto diverso: l’editoria. Pubblica dapprima riviste tecniche e manuali per la costruzione di radio. Come Dante ha l’obiettivo di cambiare la società a lui contemporanea istruendo e mostrando alle persone le tre realtà ultraterrene, Gernsback vuole indirizzare tutta la società alla tecnologia, coerentemente alla sua politica tecnocratica. Il suo intento è anche risollevare l’immagine della scienza, danneggiata dalla sua applicazione nella Grande Guerra.

Il successo di queste riviste porta Hugo a pubblicare un nuovo magazine, ancora sulle tecnologie, ma questa volta spiegate attraverso racconti. La rivista (molto costosa: 25 cents invece di 10) è AMAZING STORIES, che consolida un genere letterario che esisteva già da molto, ma che nessuno aveva ancora classificato come tale.

Il nome non è scelto a caso: oltre a essere un’espressione di uso comune, la parola amazing affonda lunghe radici nel mondo etimologico: ha la stessa derivazione della parola Maze (labirinto), qualcosa di ignoto che allo stesso tempo stimola e inquieta, e sembra derivare anche da thaumazein, la parola che Platone utilizza nel suo libro della “Metafisica” per indicare l’atto di meraviglia, stupore, ma anche inquietudine.

Gernsback punta tutto sul primo numero. Piuttosto di assumere scrittori per redigere i racconti, compra i diritti per alcune brevi storie a sfondo tecnologico dei più celebri autori fino a lui vissuti; questi sono il primo vero “re del macabro” Edgar Allan Poe e i due grandi scrittori di fantascienza H.G. Wells e Jules Verne. Appare anche un breve racconto di una scrittrice neanche menzionata in copertina, Mary Shelley, all’epoca sconosciuta ma oggi famosissima per aver scritto Frankenstein.

Il contributo di donne come lei è stato fondamentale per le sorti di Amazing Stories e del genere della fantascienza. Clare Winger Harris diventa la prima autrice a pubblicare un racconto senza ricorrere a pseudonimi quando, nel 1927, arriva terza al concorso di scrittura organizzato da Gernsback con la storia The Fate of the Poseidonia (vincendo anche 100 dollari). Da quel momento in poi il pubblico di Amazing Stories si estende anche al sesso femminile, tanto che Hugo dovrà creare una rubrica apposita, nominata Discussions, dove riceverà numerose lettere di fan donne. Harris comparirà in Amazing Stories altre nove volte, introducendo personaggi femminili forti. 

Il primo numero della rivista esce a marzo del 1926, mentre Fritz Lang sta dirigendo il film che si rivelerà un successo sul grande schermo un anno dopo: Metropolis. Il successo è immediato, ma non evidente: molti si vergognano a comprare la rivista dalla copertina sgargiante! Nasce un nuovo pubblico e le riviste si legano a un gruppo di lettori in una società che era un “crogiolo di contraddizioni”. Amazing Stories diventa una scienza accessibile a tutti (o quasi, visto l’elevato costo), raccontata attraverso detective stories, comedies, avventure, viaggi e futuri utopistici o apocalittici. Fondamentali per la diffusione sono le biblioteche e il cinema.

Hugo Gernsback perderà la rivista Amazing Stories nel 1929 in seguito a un raggiro finanziario, ma questo, come ben sappiamo, non sancirà la fine della storia della fantascienza (neanche per Hugo che inizierà a pubblicare Wonder Stories, rivista simile alla precedente, ma con uno schieramento politico più evidente). Nel 1956 viene proiettato Forbidden Planet, il primo blockbuster di moderna science fiction. 10 anni dopo esce la prima serie di Star Trek. Nel 1976 inizieranno le riprese di Star Wars: a New Hope. Fino a oggi, 100 anni dopo la prima pubblicazione sci-fi. 

La fantascienza non è solo un genere, ma una vera e propria corrente culturale di enorme impatto che concilia l’immaginazione umana e la tecnologia, la storia e la scienza.

Vittorio Brovero



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


Contattaci


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsaliceweb.liceovalsalice.it/cookie-policy. Per maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy.

Chiudi