Le indagini investigative moderne

dna

Si parla spesso della tecnologia in maniera negativa, sottolineando come abbia rovinato la vita di molti individui, rendendo tutti dipendenti da essa. Tuttavia è  indiscutibile che abbia portato enormi vantaggi se ci si ferma a osservare e apprezzare tutto ciò che di positivo c’è stato negli ultimi decenni.

Uno dei campi in cui si sono visti i miglioramenti più evidenti è stato senz’altro quello delle indagini investigative.

Una serie televisiva recente, molto seguita, parla di un brillante avvocato, Lidia Poet, torinese. Lidia, più detective che legale, in un episodio si batte per far rilevare le impronte digitali dalla scena di un crimine, venendo pesantemente schernita dal pubblico ministero per questa sua richiesta assurda…

Siamo negli anni a cavallo fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento e questa metodica, che conoscono anche i bambini delle elementari, era quasi sconosciuta non più di un secolo fa.

Che rivoluzione! L’avvento delle tecniche di sequenziamento del DNA, la spettrometria dei materiali, il luminol per le tracce biologiche, l’immunocromatografia per il rilievo di esplosivi o stupefacenti, metal detector e magnetometri per la ricognizione e il recupero di corpi sepolti hanno permesso alle forze dell’ordine di risolvere casi complessi o di riaprire casi chiusi da decenni, facendo chiarezza sugli eventi accaduti e permettendo di processare e condannare i colpevoli.

Un percorso lento ma molto accelerato negli ultimi anni, che ha fornito agli investigatori risultati più precisi e affidabili rispetto ai metodi tradizionali, aiutando a identificare correttamente i sospettati e a risolvere i casi, oltre a velocizzare notevolmente il processo di raccolta e analisi delle prove. Inoltre, la tecnologia consente di accedere in tempo reale a diverse fonti di informazione, tra cui banche dati, reti di sorveglianza, social media e comunicazioni elettroniche, onde avere una visione più completa e dettagliata dei casi. Non ultimo poi, l’uso di droni, robot e altre tecnologie di sorveglianza permette di esplorare e raccogliere dati in ambienti pericolosi o inaccessibili senza mettere a rischio la sicurezza delle persone.

Di contro, è anche vero che appiattirsi solo sulle macchine potrebbe rendere troppo dipendenti dalla tecnologia che comunque non è sempre infallibile. Quindi, per quanto l’avvento delle nuove tecnologie abbia sicuramente prodotto un miglioramento esponenziale nel rilievo delle prove oggettive di crimini, non si può dimenticare che il successo dell’investigazione scientifica deve dipendere anche e soprattutto dall’abilità dell’uomo. La scienza è bellissima ma è chi investiga che deve saperla utilizzare, sfruttandola come uno strumento accessorio.

Una macchina, un computer, per quanto sofisticati, non possono sostituirsi all’intuito di un detective: non sarà più indispensabile essere Sherlock Holmes ma disporre comunque della tecnica utile a districarsi fra le varie metodiche e di uno spiccato senso logico.

Irene Del Mastro



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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