Paolo Accossato4 Marzo 202221min3390

La storia del Salice

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Il “Salice” nasce nel 1985. Fino a quella data Valsalice non aveva una pubblicazione interna e il merito della novità va a don Luigi Basset, all’epoca Direttore dell’Istituto che in un’intervista per i 50 numeri della rivista nel 2003 ricorda così quella scelta:

Durante un’ora di religione della classe Quinta Scientifico A i ragazzi, come sempre pronti ad ogni interruzione pur di non far lezione, mi domandarono se fosse stato possibile dare vita ad un foglio di collegamento interno alla scuola per scambio di vedute, trasmissione di qualche idea, informazioni varie. La proposta mi parve ottima, anzi suggerii agli studenti che sarebbe stato opportuno creare un qualcosa di più simile ad una rivista piuttosto che una “newsletter” destinata con il tempo a non essere apprezzata. Ci fu tanto entusiasmo attorno a questa iniziativa. Affidai al prof. don Fausto Tarasco la direzione. Fu costituito un corpo redazionale trasversale che si mise subito al lavoro. Il titolo scelto tra i tanti proposti fu “Il Salice piangente”. Titolo emblematico. L’aggettivo “piangente”, un po’ scherzoso e nella “mens” degli studenti, anche leggermente provocatorio. Nella tarda primavera uscì il primo numero, accolto con grande entusiasmo”.

 

 

Il numero uno del Salice ha una copertina verde, i caratteri abbastanza statici e 32 pagine. Don Fausto ha una redazione di una decina di ragazzi (tutti maschi così come maschile è ancora la composizione della scuola), soprattutto provenienti dal Triennio del Liceo Classico. I pezzi sono scritti a mano o su macchina da scrivere (i computer risultano lusso per pochi) e consegnati direttamente al Direttore che provvede a mandarli in tipografia per l’impaginazione. La redazione si riunisce una volta alla settimana in parlatorio dalle 7.30 alle 8, prima dell’inizio delle lezioni. I ragazzi del Salice “aprono” la scuola quando spesso fuori è ancora buio. Ma ci sono sempre tutti. Le dinamiche sono simili alle attuali: proposte, discussione, approvazione, tempistica di consegna. Tutto pionieristico ma già professionale. Così don Fausto Tarasco, sempre in occasione dei festeggiamenti per il numero 50:

 

Del Salice non mi ha mai preoccupato la sopravvivenza – molti all’uscita del primo numero dissero che era una febbre passeggera e non sarebbe uscito il secondo – ma proprio la permanenza del titolo che per me è sempre stato fortemente evocatore. Chiunque poteva rendersene conto, fermandosi a contemplare il tanto discusso salice piangente all’ingresso di Valsalice: un albero maestoso, flessuoso, riccamente acconciato, fortemente dinamico, resistente alle intemperie ed alle ingiurie del tempo. Ed io posso confessare adesso, dopo tanti anni che ho lasciato l’Almo Liceo, che sognavo così i miei allievi: forti, belli, adattabili, capaci di ricrescere dopo qualsiasi disastro, imperiosi e spregiudicati nello sciorinare davanti a tutti che non erano numeri ma persone che pensavano ed amavano (…). Non ho più scritto ma ho sempre letto (credo di essere tra i pochi, con la biblioteca di Valsalice, che hanno la collezione completa) e continuato a immaginare che la piccola palestra di  giornalismo andasse ben oltre la banalità di inserire qualche  polemica o fare esercizio di gossip studentesco, ma fosse testimonianza di vita”.

 

 

Don Fausto mantiene la direzione del “Salice” per 11 anni, dal 1985 al 1996 con 3 uscite all’anno (Natale, Pasqua, fine scuola). Con la sua partenza il direttore dell’epoca, don Alessandro Avagnina, affida il giornale a Paolo Accossato, neoassunto docente all’epoca venticinquenne ex allievo dell’Istituto oltre che tra i primi redattori della rivista. Accossato è un giornalista e prova ad insegnare ai giornalisti in erba alcuni rudimenti del mestiere.

 

 

Dal 1997 le riunioni di redazione si spostano al pomeriggio, alle 14.30, sempre in parlatorio o in qualche aula. I giornalisti oltre al pezzo devono attribuire un titolo, un catenaccio ed un occhiello.

Siamo già nell’era dei computer ed ora i pezzi arrivano su floppy disk e i redattori non si limitano a scriverli ma li impaginano anche sui primi menabò ancora fatti in casa.

In tutti questi anni il numero di redattori non supera mai la quindicina ma il “Salice” è ormai un’istituzione: dal 1996 al 2001 la copertina è generica con immagini che non riguardano la vita della scuola ma che vengono scelte in chiave ornamentale. Esiste comunque sempre in un riquadro (elemento presente ancora oggi) che rimanda al Salice del primo numero. Le pagine diventano stabilmente 48. Ormai i pezzi arrivano tramite email e l’impaginazione oltre che su carta si fa direttamente su file secondo una gabbia predisposta.

 

Dal 2001 la copertina diventa di attualità con una foto che illustra il pezzo portante della rivista.

Nel 2002 il Direttore don Giuliano Palizzi decide di affidare al “Salice” un luogo predisposto dove poter svolgere le riunioni. C’è anche un computer che i giornalisti possono usare in caso di necessità. E’ ancora oggi l’attuale redazione, al piano del Classico.

Nel 2003 si festeggiano i 50 numeri del “Salice” con un inserto speciale a colori di 18 pagine in cui gli ex redattori dei 18 anni del giornale scrivono i loro ricordi.

Nel 2004 sul “Salice” arriva la prima pubblicità.

Nel 2005 esce un numero speciale del “Salice” a cui viene affidato il compito di celebrare i 100 anni del Liceo Classico e i 50 del Liceo Scientifico. Il numero ha 96 pagine e contiene interviste agli ex allievi famosi dell’Istituto: i redattori diventano inviati “in trasferta” per intervistare le personalità note.

 

Arriviamo ai nostri giorni. Nell’estate del 2012 il Direttore Don Enrico Stasi decide il passaggio del “Salice” sul web. L’ultimo numero dell’anno (il 77) viene stampato ancora in forma cartacea praticamente in parallelo con l’uscita on line il 5 novembre. Il Direttore della svolta è Don Gianni Di Maggio che ha da pochi mesi ha preso il posto di don Stasi. Per mantenere in ogni caso la tradizione si stabilisce di stampare ancora un numero cartaceo l’anno (quello di giugno) e di mantenere la numerazione della rivista che così continuerà ad avere 3 numeri l’anno catalogati nell’archivio.

Per far fronte alle nuove esigenze la redazione diventa di oltre 50 elementi, per lo più del Triennio che tra l’altro si occupa anche di creare l’archivio on line dei vecchi numeri a partire dallo storico “1”. Al fianco del direttore Paolo Accossato ora c’è anche un condirettore: è l’ex allieva Lucia Caretti, per 5 anni redattrice del “Salice”. La redazione diventa una vera e propria “scuola di comunicazione giornalistica” in quanto gli aggiornamenti quotidiani esigono professionalità oltre che passione. Ai redattori viene insegnato ad impaginare sulla piattaforma “WordPress” e a scrivere un articolo secondo i canoni giornalistici. I giornalisti del “Salice” si occupano anche del portale “Vita della scuola” in cui vengono lanciare le iniziative del liceo e della Media.

Già durante il primo anno di uscita on line, Il Salice vince il secondo premio nazionale al concorso di riviste scolastiche a Modena e la redazione si reca in Emilia a ritirare il premio.

Il Salice conia lo slogan “Il Salice si fida di te” che diventa anche il messaggio lanciato nel videoclip girato con la redazione.

Nel 2015 Il Salice compie 30 anni di vita e festeggia con un Convegno “Keep in touch” con il digital editor de “La Stampa” Marco Bardazzi ed il vicedirettore, sempre de “La Stampa” Michele Brambilla. Al convegno partecipano anche gli ex redattori e don Fausto, il primo direttore del “Salice”. Unitamente al convegno viene creata una mostra “Il Salice 30”: i pannelli sono ideati ed allestiti dai redattori. In meno di due anni e mezzo di vita, l’edizione on line raggiunge i 1000 articoli pubblicati e all’alba del 2017 i pezzi arrivano a 1500.

Nel 2015-2016 la redazione sale a 44 unità e il Salice si apre al territorio. La redazione visita la mostra allestita ad Asti da Domenico Quirico “Reporter di guerra” ed è inviata al Salone del Libro per un impegno senza precedenti. In una riunione di redazione si attribuiscono i compiti ai vari redattori (interviste, recensioni, commenti) che sul campo al Lingotto svolgono i loro incarichi. Poi, tutti in redazione a scrivere i pezzi ed entro le 18 44 articoli sono online. In più, tanti incontri con giornalisti venuti appositamente in redazione per noi, tra cui Enrico Zambruno di Juventus Channel.

Arriviamo al 2016-2017: dopo quattro anni Il Salice cambia veste grafica e a ottobre la redazione visita al Forte di Bard la retrospettiva fotografica su Elliot Erwitt dopo un percorso sulla comunicazione attraverso immagini culminata con l’incontro con il reporter de La Stampa Daniele Solavaggione. E pure la visita a Palazzo Madama alla mostra “Fotografe di guerra“. Si arricchisce anche la direzione del giornale che ora ospita anche la neomaturata Maria Luce Boetti, prezioso aiuto per una redazione sempre più folta.

Si avvia anche una collaborazione con il giornale della diocesi La Voce E il TempoLuca Rolandi viene a conoscere la redazione per il progetto di alternanza scuola lavoro che già nell’estate aveva visto una decina di nostri redattori vivere uno stage di una settimana a la Stampa e a Il Nostro Tempo.

Il 2017-2018 si apre con un’infornata di tredici nuovi redattori per un totale di 40. Ancora un’ex redattrice ad affiancare Maria Luce Boetti nella gestione dei tanti compiti: è Margherita Penna.

Il 2018-2019 parte con un’intensa azione dei redattori “anziani” nelle classi prime e la risposta è ottima: 26 nuove iscrizioni per la redazione per un totale di 45 ragazzi (il massimo nella storia del Salice), molti dei quali di Quarta Ginnasio e Prima Scientifico per garantire continuità.

La novità dell’anno è la visita alla sede del Corriere della Sera a Milano a cui partecipa tutta la redazione, oltre alle uscite per vedere la mostra Word Press Photo, il film The Post. Viene riproposta l’ormai consueta giornata al Salone del Libro.

Nel 2019-2020 si aggiungono nella gestione delle redazioni Martina Belluscio e Rachele Parravicini con un nuovo record di iscrizioni, ben 61 tanto che la canonica redazione ormai “scoppia” di giornalisti.

Il 2020 è l’anno della pandemia. Il Salice però non si ferma e dall’aprile 2020 fino a fine anno continua le sue redazioni on line anche per mantenere unita la redazione. la novità è l’apertura di un canale Instagram gestito direttamente da Rachele Parravicini con una redazione apposita che posta contenuti ogni giorno con rubriche, meme, riflessioni alternando dunque momenti seri ad altri più leggeri sempre avendo come riferimento il racconto delle storie.

L’anno 2020-2021 parte con la realizzazione di un nuovo video promozionale approfittando di un settembre che sembra lasciare qualche spiraglio nell’ambito del contagio. Pur limitando i redattori al triennio perchè presto le riunioni tornano in Meet, i ragazzi che credono nel lavoro del Salice sono sempre tanti, oltre una cinquantina. Vista la modalità s distanza si punta molto sugli incontri e sulle testimonianze: vengono invitati ex allevi professionisti in vari campi, dalla medicina al giornalismo passando per l’ingegneria e lo spettacolo. Lo scopo non è tanto l’orientamento universitario quanto raccontare il mondo del lavoro, gli incontri e le scelte che vengono operate dopo il periodo valsalicense. Inoltre dibattiti guidati, conversazioni, introduzione alle modalità dell’intervista e un primo assaggio di storytelling, una nuova forma narrativa che trova il suo naturale esito in un serie di podcast su Valsonair, la radio della scuola.

Il 2021-2022 si apre con la novità della nuova redazione. Il Salice ora ha un luogo tutto per sè dove poter svolgere con professionalità ancora maggiore il suo lavoro. La redazione consta di 11 postazioni con computer, un angolo per le riprese video, un nuovo logo grazie all’aiuto e alla competenza di Virginia Borla ed una terrazza utlizzabile per incontri, conferenze, dibattiti. Senza più Martina e Margherita, ormai avviate ad un percorso universitario fuori Torino, ma sempre con Rachele più l’aggiunta di Beatrice Benadì e Giovanni Ricci, freschi ex redattori, il Salice entra a far parte del progetto PON per cui è necessaria la presenza di un Condirettore, il prof. Daniele Codebò, all’epoca già redattore.

Si riparte in presenza con oltre 50 redattori che si dividono ogni venerdì in almeno due o tre gruppi anche per mantenere il distanziamento. Si riprendono le uscite, prima al Salone del libro, poi al forte di Bard in occasione delle mostre sul fumetto dantesco e su Ligabue, preparate anche con la visione del film “Volevo nascondermi” con Elio Germano.

 

Crescono i contenuti Instagram e video, ormai quotidiani ed è sempre attiva la presenza di ex allievi per parlare del futuro post liceale. Il prof. Altissimo, autore e scrittore, tiene un corso di storytelling e di scrittura creativa.

 

Qualche numero

 

27 gli anni di uscita del Salice in formato cartaceo

77 i numeri in formato cartaceo dal 1985 al 2012

 i Direttori responsabili della rivista: don Fausto Tarasco (1985-1996, numero 1-38) e Paolo Accossato (1996-oggi, numero 39 – ….)

i Direttori di Valsalice da quando è nato il Salice (don Luigi Basset, don Luigi Testa, don Alessandro Avagnina, don Egidio Deiana, don Giuliano Palizzi, don Enrico Stasi, don Giovanni Di Maggio, don Pier Majnetti)

oltre 700 i redattori che hanno preso parte alla realizzazione del “Salice”

61 il numero massimo di redattori in un anno (2019-2020)

2000 gli articoli pubblicati on line in 7 anni

450 i contenuti postati su Instagram nei primi due anni di vita

 

Paolo Accossato



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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