Ma lo sapevi che a Marrakech…

IMG-20260414-WA0045

Marrakech non è solo una città: è un’esplosione. Di colori, di voci, di odori, di vita vera. Appena si entra nella medina si ha come la sensazione di essere finita dentro un film, dentro un labirinto senza fine. E nel cammino succede di tutto. Le stradine sono strette, un po’ caotiche, ma incredibilmente affascinanti. Ci sono bancarelle ovunque, piene di oggetti che non sapevi nemmeno esistessero: lanterne dorate che sembrano uscite dal film “Aladdin”, tappeti dai colori super intensi, borse in pelle, gioielli, e soprattutto spezie di ogni tipo, dolci e salate. Le spezie sono una cosa assurda. Cumuli perfetti di polveri colorate, e l’odore è fortissimo, ma buono, che si sente anche a chilometri di distanza. Resta addosso.

Un’altra particolarità rispetto alla vita quotidiana è il contrattare. All’inizio è imbarazzante chiedere un prezzo più basso. Invece no, è proprio parte del gioco. I venditori ti sorridono, scherzano, rilanciano, è divertente. Ci sono ragazzi che addirittura fanno carta, forbice e sasso per vedere chi la deve avere vinta. Alla fine non compri solo un oggetto, ma anche un piccolo scambio umano. Però la cosa più bella, davvero, sono le persone. Nonostante il caos, il caldo, la confusione, sono gentili. Ti aiutano se ti perdi (e succede spesso), ti parlano, ti sorridono. Non è quella gentilezza finta da turista, è proprio umana. E soprattutto non uscirai mai da un negozietto senza qualche regalo in più, non è solo una questione di rapporto economico ma è pura gentilezza.

Ma chi governa veramente qui a Marrakech sono i gatti. Sono ovunque. Camminano tranquilli tra le bancarelle, si accoccolano al sole, entrano nei negozi come se fosse casa loro. E nessuno li scaccia, anzi. Sono rispettati, e considerati sacri. È una scena dolcissima. Lì non abitano in semplici case, ma  nei riad. Da fuori sembrano porte anonime, tutte colorate e uniche, quasi nascoste tra le mura della medina. Ma appena entri sembra di essere in un altro mondo. Cortili interni con fontane, piante, piastrelle super decorate e un silenzio incredibile. È come se tutto il caos restasse fuori. Sono posti super rilassanti, un po’ magici, dove puoi davvero respirare e prendere una pausa dalla vita travolgente della medina. E poi c’è il deserto. É un qualcosa di talmente spettacolare che non si può spiegare a parole. Ci devi andare. Noi siamo partiti presto la mattina, attraversando paesaggi sempre più vuoti, fino a quando tutto è diventato sabbia. Sabbia ovunque. Silenzio totale.

Abbiamo fatto un giro sui cammelli al tramonto, e sembrava di stare dentro un sogno. Il cielo diventava rosa, poi arancione, poi viola e non c’era nessun rumore, solo il vento.

La sera siamo arrivati in un accampamento nel deserto. C’erano tendoni grandi, anche se è strano da pensare anche una piscina grande e soprattutto tavolate piene di gente che parlava e mangiava con un’aria felice e leggera. Ci hanno preparato una cena tipica buonissima a base di cous cous con verdura e carne, e poi è iniziato lo spettacolo. Musica, tamburi, gente che ballava e a un certo punto sono arrivati anche i mangiafuoco. Era tutto così surreale che ridevo senza motivo. Ci siamo seduti sotto le stelle dopo cena, non avevo mai visto un cielo così sembrava infinito, quasi troppo. Marrakech è così: ti stanca, ti confonde, ma poi ti regala momenti che non dimentichi  

Vittoria Simonetti



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


Contattaci


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsaliceweb.liceovalsalice.it/cookie-policy. Per maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy.

Chiudi