Dietro le quinte dei sogni

di Costanza Castorina, Matteo Dellavalle, Arianna Demeglio, Aurora Levato, Matteo Sacchero
La redazione del Salice ha avuto l’occasione di intervistare Mario Barbato, Matilde Vignati, Martina Marrucchiello, Alessia Cargnin, Gianluca Procida, i giovani G.E.T., vale a dire i Germana Erba’s Talents, e il loro professore Elia Tedesco, nonché consolidato “servus callidus” di tante commedie plautine. Alcuni giovani attori erano i protagonisti del Miles Gloriosus, altri di Solo una donna. Felicia Impastato, produzioni a cui Valsalice ha partecipato numeroso. A colpirci è stata la loro passione e energia e abbiamo voluto conoscere subito le loro storie.
C’è stato un momento preciso della vostra vita in cui avete capito che questo era il vostro sogno?
Esordisce Mario: “La mia passione nasce dall’esigenza di raccontare e esprimermi, per me il liceo Erba è stata un’occasione per apprendere come comunicare qualcosa di vero, e per me questo vuol dire vivere, ed è il grande pregiudizio sulle arti performative e sul liceo coreutico a oscurare questa necessità di comunicare il vero e di conoscere e farsi conoscere.” Per le tre ragazze la scintilla è stata la passione per il musical e il teatro.

Dietro le quinte come vi sentite?
Matilde ritiene ci sia sempre un po’ di ansia, soprattutto prima dell’inizio, quando nell’attimo prima di entrare sul palco sale il cuore in gola. Afferma inoltre che, nonostante questo, ci sia un clima magico e positivo, non di ansia pesante. Alessia concorda, aggiungendo che non si tratta proprio di ansia, bensì di adrenalina mischiata a eccitazione. Gianluca invece va controcorrente dicendo di non aver mai avuto ansia sin dal primo spettacolo che è stato “Together” al teatro Alfieri. Sul palco la rappresentazione prevedeva un pezzo ballato e nonostante qualche difficoltà nel ballo, non aveva tensione.
Quale spettacolo è stato più significativo per voi?
A questa domanda tutti hanno risposto in maniera diversa: Mario ha affermato che per lui tutti gli spettacoli sono fondamentali e che ciascuno racconta una storia e tante emozioni estremamente differenti. Per Martina e Gianluca invece è stato il “Mago di Oz” il più importante, Martina stessa ha espresso il suo profondo desiderio di continuare a recitare nei musical quando la sua carriera sarà avviata. Gianluca ha affermato che: “Per prepararmi a quello spettacolo mi sono davvero impegnato, tant’è che sono andato in un campo di grano per ripetere le battute e per calarmi nel personaggio dello spaventapasseri”. Per Matilde sono stati il primo spettacolo in prima superiore e il “Soldato fanfarone” di Plauto quelli fondamentali. Alessia invece, ha affermato che il più importante per lei è stato “Solo una donna, Felicia Impastato”, in cui ha interpretato la Sicilia. Infine Elia ha affermato che lo spettacolo “Shakespeare per due” è stato significativo per lui: tratta di due attori che si rinchiudono in un teatro durante la peste e celebrano le opere di Shakespeare.

Preferite il cinema o il teatro?
Su questa domanda ci sono state risposte contrastanti. Mario ha affermato che questo è un aspetto molto personale e che bisogna tenere in considerazione anche il peso dell’energia con l’ambiente che c’è nel teatro e non nel cinema, ma quest’ultimo è un aspetto molto più personale. Martina ha risposto: “Per me la presenza del pubblico è fondamentale, senza non saprei come fare. Il pubblico è fondamentale anche per capire se lo spettacolo piace o meno, soprattutto in spettacoli come il “Mago di Oz” in cui la platea è composta da bambini ed è fondamentale avere e mantenere la loro attenzione”. Alessia d’altro canto ha affermato che preferisce il cinema per la recitazione e che con quest’ultimo si sente più a suo agio.
Avete dei riti per preparavi a uno spettacolo?
Ognuno ha un punto di vista differente pur concordando nel non definirsi scaramantici. Inizia Matilde dicendo che mette canzoni nel camerino con il “mood” del personaggio: per esempio se deve interpretare un personaggio esuberante ascolta la tecno. All’unisono affermano inoltre che il classico portafortuna “merda, merda, merda” non manca mai. Successivamente Mario ci stupisce, dicendo che lui porta sul palco qualcosa che pensa gli possa portare fortuna, ad esempio una molletta dei panni sui pantaloni. Gianluca invece dichiara che 10/20 minuti prima di entrare in scena ripete delle frasi per entrare meglio del personaggio andando avanti e indietro nel corridoio. Per esempio una volta, poiché doveva interpretare un ragazzino un po’ escluso, dietro le quinte camminava avanti e indietro ripetendosi “faccio schifo”, e sostiene che questo lo aiuti tantissimo per entrare meglio nel personaggio; infatti poi sul palco si è commosso. E infine racconta di come si contorce prima di interpretare lo Spaventapasseri prima del Mago di Oz. Elia al contrario vocalizza, tirando poi fuori i suoi kit medicinali, acqua termale e goccette.
Come conciliate lo studio con il teatro? (tutti ridono e guardano il professore)
La prima a rispondere è stata Martina dicendo che: “Il nostro studio è tutta una questione di organizzazione, poiché finendo scuola alle 16.30 la parte più importante è la fase di ascolto in classe prendendo appunti. I professori sono molto comprensivi e con gli alunni c’è molto dialogo al contrario di molte altre scuole. Per esempio se uno di noi è assente per un giorno, tutti i professori si preoccupano e si informano su come stiamo. Lo stesso vale se stiamo passando un periodo difficile. Non per questo la nostra scuola è da sottovalutare: infatti molto spesso abbiamo verifiche dopo gli spettacoli e ci ritroviamo con i quaderni in mano dietro le quinte per ripassare”. Tutti hanno concordato su questo aspetto, Matilde invece ha offerto un altro punto di vista, quello di una fuorisede. Ha affermato che per lei risulta ancora più difficile organizzarsi per vari motivi come ad esempio la gestione della casa. Mario d’altro canto ritiene che la cosa più importante, da mettere sempre al primo posto, sia la propria salute mentale e fisica, nonostante il carico di lavoro.
Per Elia Tedesco invece: Quanto è stato importante il cortometraggio Un’altra opportunità nella tua carriera e vita?(a soli 17 anni Elia Tedesco vince il primo premio al Sottodiciotto grazie al suo cortometraggio Un’altra opportunità nel quale si distingue come attore comico). Elia ha spiegato che la sua vincita al Sottodiciotto è stata una spinta che lo ha aiutato a credere nelle sue capacità e soprattutto nel suo sogno.

Com’è interpretare personaggi che non ti piacciono?
Confrontarsi con un personaggio che non piace è una sfida, e su questo concordano tutti. Gianluca racconta il suo lavoro e la sua fatica con un testo di Schiller:” Ammetto di aver eseguito il compito controvoglia, una volta completato, però, il risultato è stato positivo e ho ricevuto molti complimenti. Negli spettacoli successivi, poi, ho sentito che è stata una parte importante della mia formazione confrontarmi con un personaggio che a primo colpo non mi interessava, ciò infatti mi ha permesso di scoprire parti di me che non conoscevo, e di mettermi sempre alla prova”.
Identificatevi a vicenda in un personaggio (scoppiano risate e sguardi complici)
All’unisono concordano tutti che Mario sarebbe un filosofo zen, Matilde invece viene identificata in Filtona anche se poi il professore interviene optando per un ruolo da antagonista , Martina la dolce Dorothy, e Gianluca sicuramente lo spaventapasseri, ruolo a cui è molto legato.
Cosa significa recitare con il professore e cosa significa per lui con gli studenti?
Elia risponde che lui come professore è il primo ad imparare dagli studenti durante la recitazione. Durante lo spettacolo infatti emerge la relazione che c’è tra studenti e professori diventando “colleghi” divertendosi insieme. Non c’è quindi distinzione tra professori e studenti durante la recitazione, sono un corpo unico. Anche i ragazzi confermano, sottolineando che in questa scuola ogni professore coltiva una relazione personale con lo studente; il professore quindi non è soltanto un insegnante, ma qualcuno con cui ci si può confrontare e esprimere il proprio pensiero senza essere giudicati. Proprio i ragazzi infatti dicono: “ Ognuno si preoccupa di tutti sia a scuola ma anche in scena”.
Qual è il momento più critico? (scoppiano a ridere e basta uno sguardo per trovarsi tutti d’accordo sulla risposta).
La prima prova generale rappresenta per tutti i giovani attori il momento più critico: una situazione sospesa fra aspettative, paure, e concentrazione, e una certezza: non andrà mai tutto regolare. Un’altra parte critica, però, è anche mantenere la serietà durante lo spettacolo dopo essersi divertiti e dopo aver riso durante tutte le prove.

Cosa diresti al te di 5 anni fa?
Alessia si sarebbe detta di cambiare immediatamente scuola, lei infatti ha fatto un anno al liceo classico. Gianluca invece, dopo aver frequentato solo 4 mesi di liceo artistico, si sarebbe consigliato di perdere meno tempo nel cercare la sua strada e di venire quindi a frequentare subito il liceo Germana Erba. Ritiene infatti che essere andato all’artistico solo per la sua passione della pittura sia stata una grande perdita di tempo, poiché non è stato capito. Tutti insieme dichiarano poi quanto in questo liceo ci sia un clima positivo, complicità tra studenti e professori e molta energia e voglia di imparare e migliorarsi.
Quanto è importante la musica legata all’ambito teatrale?
Secondo Gianluca la musica in teatro può aiutare molto l’attore a entrare nell’atmosfera e a rendere alcune scene più efficaci, soprattutto nei momenti dinamici o divertenti. Però non deve essere usata sempre: a volte il silenzio creato dall’attore è più potente, perché aumenta la tensione e l’emozione. Se la musica è troppo forte o presente rischia di appesantire la scena o coprire l’interpretazione. Secondo Mario la musica in uno spettacolo è molto importante a livello registico, ma deve essere usata con equilibrio. Ci sono momenti in cui l’attore, la voce e il corpo devono raccontare da soli, senza musica. Però un sottofondo musicale, se pensato e curato, può rendere lo spettacolo più immersivo e di livello superiore, perché la musica aiuta lo spettatore a entrare in un mondo e a immaginare una storia. È quindi fondamentale scegliere musiche coerenti con il testo e con lo stile dello spettacolo, così che tutto abbia lo stesso linguaggio e funzioni in modo armonico.
Come ti vedi fra 5 anni?
Matilde e Martina condividono il sogno di recitare in una compagnia di musical, Alessia vorrebbe andare all’università a studiare alla facoltà di lettere oppure approfondire regia, Gianluca vorrebbe continuare ad alimentare le sue due grandi passioni: la pittura e il teatro, e poi sogna di viaggiare e conoscere nuove persone e nuove culture per trovare la sua collocazione nel mondo. Mario infine desidera continuare a conoscere, a viaggiare, e ad alimentare la sua curiosità al fine di trovare davvero ciò che vuole essere e realizzare.
Se questo incontro fosse uno spettacolo diremmo che ci siamo catapultati dietro le quinte di un atto che deve ancora andare in scena, e sarà quello che porteranno i giovani attori con grande passione e energia. La redazione del Salice è stata molto lieta di aver incontrato Mario, Matilde, Martina, Alessia, Gianluca e il loro professore Elia Tedesco.




