Organismi fantastici e dove trovarli

“Pochi luoghi in Europa sono più interessanti di questo angolo di Pisa”. E’ ciò che disse James F. Cooper, scrittore statunitense per descrivere la Normale di Pisa, allora e oggi considerata una delle scuole più prestigiose in Italia e in Europa e dove, dal 15 al 21 febbraio, quattro redattori del Salice sono andati per partecipare all’annuale stage di biologia. La scuola dà la possibilità ogni anno a 24 ragazzi da tutta Italia di venire a seguire diverse lezioni tenute dagli studenti universitari di tutti gli anni.
Questa esperienza è iniziata con la risoluzione di un test d’ingresso scritto per valutare le competenze di ragionamento e conoscenze più o meno basiche. Abbiamo avuto due settimane per consegnare le risposte alle 4 domande di biologia, strutturate in modo che una eventuale risposta di una intelligenza artificiale venisse subito riconosciuta. La seconda e finale parte del test consisteva in un breve colloquio orale con 2 esaminatori che valutavano la prontezza delle risposte, le capacità di argomentazione e a tratti anche la fantasia con cui si rispondeva a certe domande più intricate. Come detto all’inizio, solo 24 studenti in tutta Italia sono stati selezionati per andare a Pisa dove li aspettavano più di 40 ore di lezione.

Le lezioni sarebbero iniziate il lunedì, ma l’università ha dato la possibilità di alloggiare in hotel già dalla domenica, così che potessimo già prendere dimestichezza con la città e iniziare a conoscerci.
La giornata tipo dalla mattina seguente sarebbero state: sveglia a un orario a piacere benchè non si facesse tardi per l’inizio delle lezioni, che la mattina avevano orario 9.00-13.00, interrotte a metà da una comoda pausa caffè. Veniva poi lasciata un’ora mezza per il pranzo e si riprendeva con le lezioni (altre 4 ore) con in conclusione, appena prima di cena, un incontro facoltativo ad argomento variabile. Le lezioni avevano sede all’aula Dini, ad appena 2 minuti di camminata dall’hotel, mentre per i pasti dovevamo recarci alla mensa della scuola, sempre gremita di universitari; nel tempo libero invece eravamo liberi di riposarci e passeggiare, sempre con tappa obbligatoria alla torre.
Le lezioni che si sono tenute vertevano su molti argomenti: il lunedì sono stati trattati biologia molecolare, biochimica, genetica molecolare e microbiologia che, a parte per l’ultima, sono state alla portata di tutti i presenti. Questo primo giorno è stato probabilmente il più leggero da seguire poiché molti degli argomenti erano, almeno in parte, già stati trattati nelle normali classi di scuola, sebbene il livello di dettaglio fosse più specifico.
Il martedì invece si sono tenute quelle di cancer biology, la più apprezzata, biofisica, biologia marina e zoologia. Con questo si sono conclusi i giorni occupati da sole lezioni, infatti dal seguente ci sono sempre state attività alternative. Il mercoledì, in seguito alle lezioni di biologia dello sviluppo e neurofisiologia, abbiamo visitato il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questa si è aperta con il benvenuto di una ricercatrice che studia la malattia dell’Alzheimer e metodi di neutralizzazione di questa patologia; in seguito abbiamo percorso insieme a diverse guide i laboratori per vedere molti tipi di microscopi, dagli ottici a quelli confocali, coltivazioni di cellule staminali e anche un cervello trasparente di topo attraversato da fasci di luce per capirne la struttura.

Giovedì invece è iniziato con la visita al Museo di Storia Naturale di Calci, un ex monastero che ospita una delle più antiche collezioni di tutto il mondo, seguita dalla lezione di bioinformatica. L’ultimo giorno di lezione è iniziato con una lezione introduttiva di botanica in preparazione al seguente incontro all’Orto Botanico dell’Università di Pisa, in questo caso non solo uno tra i più antichi al mondo, ma addirittura il primo costruito poiché risale al 1543; la giornata poi si è conclusa con le lezioni di biologia sintetica, immunologia e un breve test, utile a detta dei relatori “per capire se avessimo appreso almeno qualcosa durante questa settimana”.
Come accennavo prima, in aggiunta a queste lezioni e attività, gli studenti della Normale ci hanno proposto anche quattro incontri facoltativi serali. Tra questi c’era una presentazione sui marsupiali, che ci hanno spiegato essere ormai una tradizione dello stage, due allenamenti, uno di matematica e uno di fisica, in preparazione all’eventuale test d’ingresso di biologia alla Normale e infine un incontro chiamato “Frontiere”: durante quelle 2 ore molti studenti magistrali o dottorandi da diverse parti del mondo si sono collegati in chiamata per parlarci della vita da ricercatore e risolvere i nostri dubbi a riguardo, probabilmente le ore che sono rimaste più impresse a tutti.

Com’è facile intuire lo stage non è stato solo lezione, ma soprattutto amicizie tra noi ragazzi e con i relatori; quest’ultimi infatti durante le spiegazioni e anche fuori da queste sono sempre stati molto disponibili e hanno sempre cercato di creare legami speciali con noi proponendo uscite serali o attività ricreative. Anche tra noi ragazzi è nato qualcosa di speciale, naturalmente vivendo per un’intera settimana insieme abbiamo finito per passare molto tempo tutti insieme e sentiamo molto la mancanza di quelle sere passate a giocare.
Oltre ad essere stata un’esperienza divertente e formativa grazie alle persone che vi hanno preso parte e per il modo in cui noi ragazzi ci siamo approcciati a questa, trovo sia stata un’occasione per imparare a lanciarsi in imprese che sembrano troppo grandi e utopiche. La richiesta di partecipazione era nata inizialmente quasi come un gioco, ero convinto non fosse possibile essere tra quei 24 studenti adatti a partecipare a questo stage, ma con il passare del tempo, e chiaramente con l’uso di molte energie e tempo, mi sono reso conto che ero sempre più vicino al mio obiettivo fino ad arrivare a sentirlo tra le dita.





