Il valore dello studio oggi

In una società che va sempre di più verso la superficialità, lo studio è l’unico elemento che ricorda alle persone le proprie radici.
Lo studio è diventato qualcosa di endemico. È un elemento che è sempre presente nella società più ricche ed avanti: infatti parrebbe surreale non trovare neanche una scuola all’interno di una qualsiasi città sviluppata. Eppure, tutto ciò è il frutto di un passato in cui lo studio era assolutamente elitario e di nicchia, solo per coloro che potevano permetterselo. Mentre i ricchi si istruivano con lo scopo di far parte della futura classe dirigente, coloro che non avevano abbastanza soldi, soccombevano all’ignoranza e in alcuni casi riuscivano a trovare un buon impiego, nonostante la loro conoscenza fosse più povera rispetto a quella di altri. Certamente l’aspetto dell’inaccessibilità dello studio è facilmente rispecchiato e verificato nelle storie di molti nonni e bisnonni. Si parla dunque, delle generazioni che hanno conosciuto sulla propria pelle le guerre mondiali e le loro conseguenze.

Analizziamo il caso di un componente della generazione descritta precedentemente. Santino Vitale, nato nel 1933, alla fine della quinta elementare si vede costretto a rinunciare per sempre allo studio. Le cause di questa scelta sono molteplici, una tra queste è l’inagibilità a raggiungere le scuole medie nel paese vicino. Santino infatti, vive nella Conca del Fucino, precisamente ad Ortucchio, in Abruzzo, dove in inverno a causa dei sostanziosi metri di neve, le corriere non passano. Nonostante ciò Santino riesce a trascorrere una vita appagante diventando un membro della polizia. Eppure, dotato di una mente straordinaria, paragonabile a quella di un ingegnere, se avesse conseguito un titolo di studio la sua vita sarebbe stata molto diversa. Il caso di Santino fa comprendere che lo studio, un tempo, non solo era costoso, ma molte volte un ostacolo a quest’ultimo era rappresentato dalla lontananza delle scuole. Poiché quest’ultime erano collocate solamente nei centri urbani. Ciò fa comprendere che anche l’urbanistica al tempo, era figlia di un ideale in cui le scuole dovevano trovarsi solo nelle città, rendendole qualcosa di assolutamente inaccessibile alle persone che abitavano in periferia. Solamente con il tempo l’urbanistica e la concezione dello studio si evolveranno, arrivando fino a noi. Ortucchio, oggi, ha anche le scuole medie.
Lo studio e la sua concezione si sono evoluti. Quest’ultimo è diventato accessibile a quasi tutti, tant’è che ormai non è più percepito come un privilegio, ma come un obbligo nelle società moderne ed avanzate. Nonostante gli sforzi e i cambiamenti ottenuti in passato, la comunità di oggi sembra aver dimenticato che un tempo lo studio era qualcosa di nicchia. Allo stesso tempo la sua importanza è messa in maggior risalto rispetto al passato. È infatti, quasi impossibile trovare oggi un bambino come Santino, poiché fino ai sedici anni c’è l’obbligo di frequenza e i controlli del governo sono ferrei. Tuttavia il valore dello studio sembra esser diventato banale e scontato a causa della sua agibilità. Oggi, grazie alle scuole pubbliche, quasi tutti si possono permettere un titolo di studio. Ciò che rende ancora oggi lo studio qualcosa di elitario sono le università. Il tipo di università che si decide di frequentare dopo il liceo è fondamentale. Alcune tra queste offrono più opportunità di altre. C’è infatti, molta differenza tra frequentare un’università pubblica e una privata. Il titolo di studio che si ottiene può dunque avere più importanza di altri. Per questo motivo gli atenei prestigiosi tendono ad attuare una selezione: sanno che solamente i migliori possono conseguire una laurea presso i loro atenei. Eppure, oggi, si può ottenere una laurea triennale grazie alle università online. Ciò rende l’ottenimento di un titolo di studio più comune rispetto al passato. Dunque molto spesso il fatto di studiare è considerato facile. Lo studio è tutt’altro.

È come la filosofia: è amore per la sapienza e la conoscenza ed è allo stesso tempo sacrificio e fatica. Nonostante questo aspetto stia lentamente venendo a mancare.
Lo studio dunque, rimane ancora oggi l’unico “ascensore sociale” che i giovani hanno. Specialmente in una società che pare abbia dimenticato il passato e reso lo studio non prioritario. Ideale del tutto falso e corrotto. Lo studio è sempre stato e sempre sarà, in alcuni aspetti, qualcosa di elitario. È una materia in cui solo i migliori possono distinguersi e sopraelevarsi rispetto alla massa.




