Matematica, la scelta intelligente

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Abbiamo deciso di creare questa collana di articoli chiamata “La scelta intelligente” per tutti gli studenti indecisi nello scegliere cosa fare dopo il percorso liceale. In questi articoli andremo a intervistare professori della scuola e professionisti esterni a Valsalice sul loro percorso di laurea, chiedendo a ciascuno consigli sulla facoltà scelta. Per iniziare abbiamo deciso di scambiare due parole con la professoressa Chiara Micheletti, docente di matematica e fisica, che ci parlerà appunto del corso di matematica universitaria.

Perché scegliere matematica all’università?

Devo dire che per me la passione per la matematica è nata quando ero piccola. Nel senso che ho sempre trovato la matematica una materia divertente. Perché l’esercizio, il problema per me è sempre stato come una sfida, una sorta di gioco. E poi andando avanti ho deciso di farne proprio la mia scelta universitaria. Perché scegliere la matematica? Penso che la matematica sia affascinante, tanti pensano che si occupi solo dei numeri e la trovano un po’ sterile. In realtà i campi di indagine della matematica sono tanti e molto ampi: basti pensare all’algebra, all’analisi, la geometria, la logica, la statistica. Tra l’altro la logica confina anche con la filosofia, quindi davvero tratta di tanti argomenti e un aspetto che mi ha colpito proprio all’università è stato spaziare in questi contesti così diversi. Un altro ambito che trovo molto interessante nella matematica è il linguaggio che utilizza Perché è universale, privo di ambiguità: tutti possono comprenderlo a patto di fare  un po’ di sforzo nell’acquisizione di alcuni aspetti tecnici. Questo mi sembra un grande punto di forza.”

Cosa consiglierebbe agli studenti che sono indecisi fino all’ultimo?

Secondo me è un percorso che vale la pena davvero di essere seguito. Penso che aiuti anche a strutturarti dal punto di vista del pensiero, dell’organizzazione del metodo di lavoro e del ragionamento. Permette di gestire la complessità, insegna a rendere situazioni complicate via via più semplici e gestibili. Ultimamente ho anche riflettuto sull’aspetto più politico della matematica. 
Alla fine la matematica si basa su regole che sono condivise, ti aiuta a relativizzare il tuo punto di vista. Ti aiuta appunto ad utilizzare un linguaggio che sia lontano dall’ambiguità e quindi mi sembra che abbia anche una valenza da questo punto di vista.

 

 

Spesso nell’opinione pubblica, forse a causa di certi film, si pensa che il matematico sia un genio incompreso che vede i numeri perfino per aria, ma è davvero così? Oppure anche persone con la media normale  possono tentare questo percorso?

Confermo che spesso il matematico viene descritto come una persona che ha la testa tra le nuvole, che ha poco senso di realtà. A parte qualche eccezione direi che invece la matematica ha una buona dose di astrazione ma anche aspetti concreti perché qualsiasi tipo di lettura della realtà di analisi di dati e di interpretazione di affermazioni che ascoltiamo nei dibattiti possono essere analizzate attraverso gli strumenti della matematica. Quindi anche studenti che non vedono “numeri per aria” direi che possono tranquillamente iniziare questo percorso

Ha mai avuto momenti di difficoltà o è sempre tutto filato liscio?

Il mio è stato un percorso lineare, nel senso che nel momento in cui capisci come studiare la matematica e come approcciarla, non ti spaventi più del linguaggio che può essere un po’ tecnico. Bisogna dire  comunque che ci va profondità, e con questo termine intendo dire il bisogno di uno studio approfondito per acquisire e per possedere determinati concetti. Ecco, in fin dei conti devi superare l’idea di un approccio superficiale, perché con esso non entri nel cuore della matematica. Superato questo poi ti si aprono tante finestre. Io posso dire che la passione è ancora aumentata attraverso lo studio.

Quindi anche i matematici possono avere difficoltà nel loro percorso?

Sì, anche perché poi magari non tutti gli esami ti appassionano allo stesso modo, non tutti i docenti ti accompagnano come lo desidereresti.

Esiste una tipologia di studenti a cui vorrebbe consigliare di tenere in considerazione l’opzione matematica?

Molti studenti scelgono ingegneria. Sono ragazzi che sono affascinate dallo studio della matematica, però magari sono troppo condizionate dall’idea che il titolo di ingegnere apra più porte. Credo che invece le possibilità lavorative che offre questo percorso di studi siano molteplici, molte di più di di quelle che in generale si citano. Si pensa all’insegnante di matematica o al ricercatore ma in realtà ovunque ci sia un modello da costruire, dati da analizzare o previsioni da fare, lì c’è un matematico. E quindi forse questo appello lo rivolgo più a chi si interessa delle materie scientifiche, ma poi predilige altre facoltà

Si ricorda di un esame particolarmente ostico?

Analisi 2 perché era famoso a causa di una professoressa veramente molto esigente per cui capitava che gli studenti si iscrivessero in altre facoltà per superarlo. Però io non mi sono arresa e alla fine dopo un po’ di fatica sono riuscita a passarlo.

Filippo Maria Girard



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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