Vite e storie di felicità

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Aristotele diceva: “La felicità dipende da noi stessi”. Ma la domanda che ora ci possiamo porre è: che cos’è la felicità? Non esiste una definizione univoca.

Il 17 marzo 2026 l’Inalpi Arena di Torino ha ospitato il Festival della Felicità organizzato dalla Fondazione della Felicità, presentato da Walter Rolfo, uno dei fondatori dell’organizzazione. Nata nel 2022, la Fondazione della Felicità è un’organizzazione no-profit con l’obiettivo di creare un futuro sostenibile dove ognuno abbia il diritto di essere felice a prescindere dalla cultura della famiglia di origine, dal luogo di nascita e dal ceto sociale. Inoltre, credono che la felicità sia un diritto di ognuno di noi e che persone felici creino famiglie, aziende e nazioni più forti. La fondazione supporta docenti e studenti e cerca di rendere il mondo del lavoro un ambiente più positivo e inclusivo.

Martedì sera la Fondazione della Felicità ha cercato di portare un po’ di felicità tra gli spettatori, attraverso interventi di alcune persone che hanno provato a dare una definizione della felicità e proporre un aneddoto per essere felici.

Secondo l’Università di Harvard il segreto per essere felici è comunicare con gli altri: il primo ospite quindi che ha raccontato la sua storia è stato Pablo Trincia, podcaster e giornalista. Trincia racconta che da sempre la cosa che lo ha reso felice sono state le storie. Nato da genitori stranieri, ha imparato l’Italiano con il mangianastri. Fin da piccolo ha capito che le storie gli permettevano di viaggiare e distinguere le cose che gli piacevano da quelle che non lo entusiasmavano. Quando entrò nel mondo del giornalismo, iniziò a raccontare storie tristi che lo rendevano triste. Presto si rese conto che ciò non lo rendeva felice e pensava di guardare il mondo da un filtro grigio che non gli permetteva percepire la felicità nel mondo. Nel 2008 ha iniziato a lavorare per Le Iene e a raccontare le storie delle segnalazioni che arrivano da tutta Italia. Presto si accorse che nessuno pagava per le ingiustizie che le persone subivano. Andò in depressione perché tutto quello che lui faceva gli sembrava inutile perché non cambiava mai niente dopo che aveva cercato di rendere giustizia per le persone che avevano subito un’ingiustizia. Decise di abbandonare il mondo del giornalismo e del podcast. Poi nel 2023 si trovò a dover fare un podcast per il caso di Elisa Claps, ragazza scomparsa in una chiesa di Potenza e il suo corpo viene ritrovato casualmente 17 anni dopo nella stessa chiesa. Subito pensò: “Che cosa potrà mai cambiare dopo 30 anni da quel tragico ritrovamento?”. Nonostante ciò, contattò i famigliari di Elisa e quando uscì il podcast soprattutto la gente di Potenza, che non aveva mai indagato a fondo sulla morte di Elisa, iniziò ad ascoltarlo. La gente si raccolse davanti alla chiesa e iniziarono i flash mob a cui anche i famigliari di Elisa e lui parteciparono. Il padre di Elisa ringraziò Pablo perché dopo 30 anni ha cercato di rendere giustizia per Elisa e ha reso tutta la famiglia delle persone rispettabili. Trincia si è reso conto che era riuscito a rendere delle persone felici ma anche lui era felice perché finalmente aveva capito che il suo lavoro non era inutile; soprattutto se nelle cose che facciamo alla fine ci mettiamo un po’ di speranza possiamo rendere noi stessi felici.

Poi Walter Rolfo ha invitato sul palco Sebastiano Gravina, content creator non vedente. È impressionante come lui sia riuscito a trasformare una sua debolezza, in un suo punto di forza. Nonostante la cecità, Sebastiano affronta le difficoltà prendendole con filosofia e con il sorriso. Secondo lui la vita dipende per il 10% da cosa accade e per il 90% da come reagisci. La soluzione al problema c’è sempre ma spesso è complicato trovarla se non affronti le difficoltà nel modo corretto. Con la perseveranza si ottiene tutto e chi dice che non ce la farai mai è un ladro di sogni. Dunque, il consiglio di Gravina per essere felici è: “Se sono felice io che vedo tutti i giorni il buio, perché non lo siete voi che ogni giorno vedete il sole? Siate felici!”.

Rolfo ha invitato poi sul palco La Pina, conduttrice radiofonica di Radio Deejay. Secondo lei la felicità ce l’abbiamo già, non dobbiamo cercarla. Lei per prima afferma che, anche se fa lo stesso lavoro da 25 anni, non è stufa perché la radio è la sua passione e ascoltare le storie degli altri la rendono felice. Un giorno, per esempio, aveva chiesto ad una bambina di nove anni cos’era per lei la felicità e la bambina rispose la pizza il venerdì sera: questa è la felicità vera che non ti può togliere nessuno. La felicità la possediamo già tutti, invece siamo sopraffatti dall’ansia della comparazione, dall’ansia di avere di più e così non ci accorgiamo della felicità che abbiamo accanto: la pizza del venerdì sera. La felicità è essere felici per quello che hai e non per quello che non hai.  Il consiglio che La Pina dà per essere felici è: “Regalatevi un sogno e lottate per conquistarlo e ispirate sogni nelle persone che amate”.

Ognuno quindi ogni giorno può essere felice ma bisogna ricordare che le persone speciali rendono felici le persone che hanno accanto. Tu quindi devi circondarti di persone speciali ma devi essere prima di tutto tu una persona speciale. Spesso pensiamo che è il successo che porta alla felicità ma è il contrario: è essere felici che ti aiuta ad avere successo nella vita.

Il messaggio finale di Walter Rolfo è: “Scegli di essere felice e allena la tua felicità!”

   

 

Matteo Sacchero



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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