Felici Pochi: il tempo dell’ascolto è tempo di scoperta

La canzone dei Felici Pochi e degli Infelici Molti di Elsa Morante è un testo che richiama l’idea di pochi spiriti capaci di gioire e restare vivi anche quando tutto intorno sembra omologare. Ed è proprio da questa immagine, “quella di chi riesce a stare qui e ora ed essere felice attraverso una passione” come ha confermato Riccardo Pedicone, che parte il viaggio nel podcast Felici Pochi, un programma che non racconta semplicemente libri ma invita ad ascoltare con profondità e a riscoprire il piacere di pensare.
Lanciato nel maggio 2025, oggi è fra i podcast letterari più ascoltati e commentati sui social, e a guidarci sono Riccardo Pedicone, creatore e voce principale del podcast e autore del romanzo “E sembra quasi vero”, Benedetta Barone, giornalista del Domani e de Il manifesto, e Simone Vero.

Ascoltare Felici Pochi è un po’ come entrare in una stanza segreta piena di idee: un tappeto di conversazioni in cui ogni filo è letteratura, cinema, poesia e musica, e luogo dove i libri non sono solo oggetti da catalogare ma chiavi, il cinema e la musica non solo attività passive ma caleidoscopi di idee e immagini, e soprattutto i pensieri e la riflessione non lunghe e vacue elucubrazioni, ma rinascita nella frenesia odierna.
Questo podcast è un inno all’arte, in tutte le sue forme, un po’ come l’aforisma da poco diventato virale sui social media “What is this earth without art? Just a rock” per sottolineare quanto sia incisiva e fondamentale l’arte e la creatività nell’esperienza umana.
Felici Pochi è anche un invito esplicito all’ascolto attento in quella routine movimentata e superficiale: qui si rallenta, si coglie la dolcezza dei ricordi e il tempo dell’ascolto diviene tempo di scoperta. In questa scoperta a guidarci è soprattutto una domanda: cosa ci portiamo davvero dietro delle storie che ascoltiamo?
Un coro di voci ci introduce nei romanzi di formazione e “deformazione”, nel realismo magico nella letteratura e nel cinema oscillando nel sottile confine fra reale e irreale, nel mondo della letteratura d’infanzia attraverso gli albi illustrati con Francesca Archinto, direttrice editoriale della casa editrice Babalibri, nella voce soave del jazz con Enrico, musicista e scrittore. Fino al mondo del teatro con Gabriele Vacis e Lorenzo Tombesi per parlare di teatro come forma di presenza, relazione e ascolto, al mondo della poesia con Giulio Zambon per “dimenticarsi di essere poeti e scoprirlo ogni volta che si scrive”, e all’incontro sulla scrittura con Roberto Saviano.

Forse non sapremo mai veramente cosa ci lasciano le storie nelle loro infinte modalità e sfumature, ma sappiamo che se la cultura fosse un giardino segreto, Felici Pochi sarebbe un sentiero rigoglioso: vale la pena percorrerlo con le cuffie cariche e la mente aperta.




