Saldi nella fede

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Venerdì 29 gennaio in occasione della giornata di don Bosco, Valsalice ha proposto agli studenti del triennio un incontro con Frate Valentino, un frate cappuccino e Federico e Alice (sposi dal 2004).

I due coniugi, da anni, accolgono ogni giorno con fiducia il progetto di “fertilità” che il Signore ha pensato per loro. Federico e Alice sono stati capaci di affidarsi a quello che chiamano “lo zampino creativo di Dio“. Quella mano, fantasiosa eppure vicinissima, che ha disegnato le insegne stradali del loro cammino. Da tempo hanno reso quello che era l’appartamento in cui abitavano casa, cioè famiglia, per molti ragazzi a loro dati in affido.

 

Ma l’uomo, come dice Frate Valentino, funziona per “contagio” e così pure la fiducia. Quell’amore, donato ai tanti ragazzi che passano per quella casa, è il frutto di una lungimiranza precedente, di uomini e donne che hanno creduto in quei due sposi desiderosi di essere genitori. Il frate, a proposito, sostiene la necessità di custodire tutti gli sguardi di amore e fiducia che si ricevono. Gli sguardi di chi sa che non perde niente a valorizzare l’altro, di chi guarda la preziosità della persona nella sua essenza, di chi sa che la fiducia è cieca, in quanto priva di garanzie, e che acceca chi l‘abbraccia, perché porta prima di tutto il bello dell’altro al vaglio degli occhi.

Quegli stessi occhi di Alice e Federico che hanno visto in Igli, primo loro figlio affidatario, il timore di un estraneo. Ma il ricordo della fiducia riposta in loro da altri, tempo addietro, era troppo vivido. Quel testimone doveva essere passato in un’altra mano, ancora. Igli in seguito ha contraccambiato il sentimento dei genitori cosicché questi ultimi, oggi, possono affermare di aver vinto sempre, quando di mezzo c’era la fiducia.

La relazione per Frate Valentino, infatti, è tale se si evolve all’insegna del dono. Non solo del “mangiare” l’altro, ma del “farsi mangiare”, del nutrirsi reciproco del bene che ognuno ha da offrire.

 

 

Il frate prosegue la riflessione su una fiducia precipua: quella in colui che ha scelto di donare la vita per gli altri, Gesù. Ma come si può avere fede davanti alle peggiori tragedie? Egli ci dice che Cristo si incarna proprio lì: in ogni nostra sofferenza e in tutti i dolori Lui, è presente: è a portare la croce con noi.

La fiducia, perciò, non è un’emozione né un sentimento. E‘ quel processo che si cristallizza nella fugacità di uno sguarda ma che, per essere possibile, deve essere stata insegnata di padre in figlio così come di educatore in giovane. Un contagio che non toglie, ma dà nuova vita.

Marco Magliano



Il Salice

Il “Salice” nasce nel 1985. Negli ultimi sette anni sono stati pubblicati più di 2000 articoli online.


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